Economia aretina in ripresa, Randellini: "Tiene l'export, ma consolidare il recupero interno" Ar24Tv

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Bilancio sullo stato dell'economia aretina e previsioni per il 2022. Il segretario generale della Camera di Commercio Arezzo-Siena, Marco Randellini: "Giù il turismo in Valtiberina e Valdichiana, meglio Arezzo. Bene il settore orafo, difficoltà su tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature". La variabile pandemia per il 2022.

G.A. Randellini, grazie di averci ricevuto. Un primo bilancio sullo stato dell'economia aretina

M.R. Confermo che le previsioni sono buone per la chiusura di questo anno, anche se fin da aprile avevamo prospettive diverse,  vale a dire di un miglioramento più sostenuto. Chiudiamo con un rallentamento, la crescita è intorno al 6 - 7%, auspichiamo per il 2022 una ripresa più che buona. Non siamo nel 2020, quando abbiamo perso circa 10 punti percentuali del nostro pil. Non tutti i settori sono andati bene: c'è chi ha agganciato la ripresa soprattutto con l'export, in particolare nel settore oreficeria, la moda invece ha avuto più difficoltà. Peggio è andata ai piccoli esercenti, al turismo in particolare, con una ripresa, ad Arezzo, grazie alle iniziative della Città del Natale.

G.A. Quali sono le aree che presentano maggiori criticità?

M.R. Sono quelle legate alla difficoltà nella ripartenza: tessile, abbigliamento, pelletterie e calzature, con dati di export che hanno subito un rallentamento; penalizzate le aree legate al turismo, che con la pandemia sono rimaste più ai margini, penso alla Valtiberina e alla Valdichiana, dove è mancato in particolare il turismo straniero. E' andato meglio il capoluogo insieme alle aree che, dal punto di vista naturalistico, hanno potuto offrire prodotti turistici più accessibili.

G.A. Un focus sul Valdarno, vallata a particolare vocazione produttiva, dove nel corso dell'anno si sono verificati due incendi a importanti aziende tra Levane e Bucine e da dove giungono notizie di stati di crisi, penso a quella più recente, la Fimer di Terranuova Bracciolini.

M.R. Sono tavoli all'attenzione del Ministero, in particolare quello della Fimer, in considerazione anche del  numero delle maestranze occupate. Le importanti realtà danneggiate da spiacevoli eventi, stiamo parlando di insediamenti produttivi fondamentali per la filiera moda e oreficeria, insistono su un territorio, il Valdarno, che offre grandi possibilità, quindi non ho dubbi sulla loro ripresa, anche se la situazione merita di essere monitorata da parte delle istituzioni locali.

G.A. Il capoluogo: ci sono aziende che presentano fatturati che le pongono al vertice nel loro settore a livello nazionale. Ma a questo corrisponde un'effettiva ricaduta occupazionale?

M.R. Sono aziende che hanno puntato sull'innovazione di processi e prodotti, sula digitalizzazione, hanno agganciato mercati internazionali importanti e sono state ripagate. Dal punto di vista dell'occupazione occorrono maestranze specializzate che effettivamente a volte fanno fatica a reperire. Voglio essere ottimista: penso che nel medio - lungo periodo avremo anche importanti ricadute occupazionali. Certo, si apre una riflessione su come il mondo della scuola e dell'alta formazione universitaria possano rispondere alle effettive esigenze, anche con nuovi distretti. Purtroppo, durante la pandemia, è aumentato dell'8% il mismatch tra domanda e offerta, con molte aziende che non riescono a trovare il personale per far fronte agli ordini, che stanno ripartendo.

G.A. Due problemi di stretta attualità: costo dell'energia e mancanza di materie prime, intere filiere hanno rallentato la produzione, in alcuni casi si sono letteralmente fermate. Quali interventi è possibile prevedere?

M.R. Molta attenzione verso il prezzo dei costi energetici e fenomeni inflattivi. Spetta al Governo nazionale l'intervento, credo che la differenza in questo momento possa farla il fatto di riuscire ad aggregarsi, fare rete, consorziarsi. Speriamo sia un fenomeno contingente, con le associazioni di categoria stiamo monitorando, ne va della competitività delle nostre imprese.

G.A. A proposito: competitività e formazione a mio avviso vanno di pari passo. La Camera di Commercio è sempre molto attiva su questo fronte.

M.R. Si, ci siamo impegnati con gli Istituti Superiori, l'Ufficio Scolastico territoriale e regionale, con la Fondazione Polo Universitario Aretino per arricchire l'offerta dal punto di vista dell'alta formazione, sosteniamo convintamente il corso di ingegneria informatica, il master per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle pmi (piccole e medie imprese, ndr) in collaborazione con l'Università di Siena, che è nostro partner anche nell'azienda speciale Arezzo Sviluppo, con la quale collaboriamo su iniziative di formazione professionale sui gestori di crisi d'impresa, corso che è partito di recente e che ci vede fortemente impegnati anche dal punto di vista del servizio che dobbiamo offrire. Credo che la formazione sia la strada per uscire da questa situazione di rallentamento, evidente soprattutto per alcuni settori. Innovazione, ricerca, l'introduzione di figure specializzate, possono fare la differenza e garantire competitività. 

G.A. Un forte impulso all'economia di Arezzo e, per ricaduta, anche a molte zone limitrofe, arriva dall'iniziativa Arezzo città del Natale, che inizialmente ha fatto storcere il naso a molti, ma che si è rivelata vincente.

M.R. Abbiamo sostenuto convintamente Arezzo Città del Natale, anche in tempi ancora più difficili, come lo scorso anno. Con la Fondazione Arezzo InTour e le associazioni di categoria abbiamo realizzato iniziative importanti, con massa critica e attenzione mediatica straordinarie. Collaboriamo con tante iniziative di marketing territoriale, la Città del Natale, in particolare, si sta rivelando importante per il rilancio del nostro territorio, vivo e attrattivo. 

G.A. Non solo la Città del Natale. La Ccia sostiene anche altre iniziative

M.R. Si, a partire dai Diari di Pieve, la Mostra dell'artigianato della Valtiberina, la Fiera Antiquaria, tanto per citarne alcune. Facendo rete, queste singole iniziative possono diventare importanti.

G.A. Al netto della variabile impazzita e imprevedibile dell'evento pandemico, che purtroppo proprio in queste ore presenta numeri in aumento, quali sono le prospettive per il 2022 per l'economia del nostro territorio?

M.R. Se la situazione volgerà verso la normalità e anche grazie alla vaccinazione non torneremo al lockdown, con buona approssimazione posso dire che l'economia, per il territorio aretino, potrà consolidare nel prossimo anno la ripresa in atto, soprattutto per quanto riguarda i mercati esteri quali quelli arabi, turchi, europei, statunitense. L'export ha tenuto anche in fase pandemica, sul fronte interno commercio e turismo potranno recuperare sul 2019 in tempi rapidi, anche nel corso del primo semestre.

G.A. Grazie, le auguriamo buon anno e buon lavoro

M.R. Grazie, anche a voi

 

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