Logge del Grano: i vini rosati aretini protagonisti dell'estate

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Dal 10 luglio è la Festa del Rosato con le aziende vinicole del territorio in vetrina per tre settimane

Santa Vittoria, Buccia Nera, Villa La Ripa, La Pievuccia: le aziende che racconteranno un nuovo modo di fare vino, la vinificazione in rosa, che sta prendendo sempre più campo. L’iniziativa fa parte del “Mercato in Festa” e prevede promozioni sui vini rosati delle aziende che aderiscono.  Cosa c’è di meglio di un vino rosato a tutto pasto in questa estate rovente? Ecco allora che la vinificazione in rosa diventa la protagonista dell’estate al Mercato Le Logge del Grano di Arezzo che con “Il Mercato in Festa” dal 10 luglio e per tre settimane propone una vetrina dei vini rosati delle aziende del territorio. Sarà un momento di approfondimento su un tipo di vino che negli ultimi anni in Italia sta prendendo sempre più campo. «Vogliamo dare visibilità ai prodotti del territorio certo, ma anche comunicare come vengono realizzati – spiega il presidente delle Logge del Grano, Antonio Tonioni – e il Mercato in Festa è un format che dal suo inizio ci sta dando un grande riscontro da parte del consumatore sempre più attratto dalla conoscenza delle nostre eccellenze».

La Festa del Rosato. I vini rosati in promozione saranno quelli delle aziende del territorio che fanno parte della rete del mercato. A partire da Fattoria Santa Vittoria, da Foiano della Chiana, con il suo Pugnitello IGT rosato, passando per Buccia Nera che presenterà il Rosato Toscana Igt e il Rosato Confondo Metodo Ancestrale. Saranno poi in vetrina il rosato Igt Spaziolibero di Villa La Ripa e infine il rosato Milamè de La Pievuccia di Castiglion Fiorentino.

I rosati, un fenomeno in crescita esponenziale. Secondo un sondaggio realizzato presso i giudici degustatori e gli opinion leader, chiamati a giudicare oltre 1.000 “pink label” in gara da 27 paesi nel corso di una quattro giorni che si è svolta a Bruxelles, l’80% degli attuali consumi di questa tipologia sono spinti soprattutto dalla fama del brand e dell’etichetta, a prescindere dal vitigno. A vincere tra i consumatori è soprattutto la riconoscibilità del territorio di produzione a dimostrazione di una scelta “emozionale” che esula dalla conoscenza tecnica del vino in sé e che si basa essenzialmente sull’idea di moda, sulle sensazioni gusto-olfattive e su un approccio edonistico.

 

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