Dall’oro al tessile, dalle infrastrutture al turismo: un impegno globale a sostegno delle imprese

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Confartigianato Arezzo indica le scelte decisive per il rilancio imprenditoriale dell’area aretina. Fabbroni"per uscire dalla crisi è necessario un forte dialogo anche con le Istituzioni locali"

“L’artigianato è settore vitale per la nostra economia e uno dei più rappresentativi dell'essenza e del valore del manifatturiero aretino, per la sua capacità nella ricerca delle materie prime, nel connubio intelligente e produttivo tra innovazione e tradizione, per il suo saper fare con la maestria nella lavorazione la qualità del prodotto finito apprezzata in tutto il mondo”. Tutto bene allora? “Assolutamente no – afferma Leonardo Fabbroni, neopresidente dell’area aretina di Confartigianato Arezzo – la gravissima crisi in atto a seguito della pandemia sta duramente colpendo i settori fiore all’occhiello di questa area: da quello orafo al tessile e all’abbigliamento, dal turismo, all’alimentare, all’artigianato artistico, all’innovazione e alle imprese del digitale, tutti alle prese non solo con la situazione difficilissima che conosciamo, ma anche con una burocrazia asfissiante e una sempre più inadeguata situazione delle infrastrutture sia stradali che digitali. Insomma l'intero comparto artigiano è in crisi, ha visto ridurre sensibilmente la quantità degli scambi commerciali e di conseguenza l’opportunità di lavoro per le imprese che, una volta che sarà superata la crisi sanitaria, avranno ancora più bisogno di lavoro, di nuove opportunità e di uno snellimento della burocrazia”.

Decisivo, questo ultimo problema secondo Fabbroni: “Quest’anno difficilissimo ci ha comunque insegnato una cosa, utilizzando al meglio il web e l’online si possono fare efficacemente operazioni in tempi molto veloci e per questo non è più accettabile l’incredibile lentezza della nostra burocrazia amministrativa, che spesso, anche su tematiche davvero decisive come ad esempio il Superbonus 110%, si prende addirittura 30 giorni solo per il primo riscontro. Qui è necessario e indispensabile che la Pubblica Amministrazione faccia un vero e rapido salto di qualità”.

La nuova squadra dell’area aretina, rafforzata anche dalla nuova task-force per l’area credito e business development, dovrà quindi affrontare, e per questo si appella anche al dialogo con le istituzioni locali,  una serie di sfide non certo facili.

A partire proprio dalla questione metallo, spiega lo stesso Fabbroni: “La riduzione dei consumi di gioielleria nei principali paesi del mondo ha avuto forti ripercussioni anche sull’economia delle nostre imprese manifatturiere, visto che l’area di Arezzo rappresenta il principale distretto produttivo nazionale di oreficeria e le aziende del nostro territorio hanno fatto registrare un calo del fatturato, in particolare per l’estero, di quasi il 30%”.

Anche le imprese dei “settori pelletteria, abbigliamento, calzature non stanno meglio – insiste Fabbroni -  e hanno bisogno di un intervento di ben altro spessore rispetto alla misura contenuta nella Legge di Bilancio, vista la necessità di sostegno per il rilancio di tutte le imprese del settore moda, simbolo del Made in Italy nel mondo, la moda è, infatti, il fiore all’occhiello della nostra tradizione manifatturiera artigiana.

Questi solo alcuni argomenti di maggiore urgenza e contingenza, ma dovremo preoccuparci anche di altri temi, importanti e fondamentali quali le infrastrutture, con la “Due mari”, ponte Buriano, l’interporto di Arezzo e tanto altro, come ad esempio il tema della transizione digitale che è strategica per il mondo imprenditoriale in particolare per le piccole imprese artigiane, nei prossimi anni quando dovremo gestire in maniera intelligente le risorse previste dal Recovery Plan previsto dall’Unione Europea”.

“Decisivo – secondo il rappresentante artigiano -  anche il rilancio del turismo, con ad esempio la ripartenza della Giostra del Saracino e  della Fiera dell’Antiquariato, esempio di positivo connubio fra tradizione, innovazione e territorio. Arezzo e il suo Mercato Antiquario sono una tappa importante nella vita lavorativa di antiquari di tutta Italia e non la città stessa trae grandi benefici da questa manifestazione anche perché l’artigianato artistico è uno dei fiori all’occhiello della tradizione manifatturiera di qualità di Arezzo, ottimo veicolo di conoscenza e apprezzamento per questi territori e per la loro storica attività artigianale di alto livello. Un variegato mondo che va dalla ceramica al ferro battuto, dall’oreficeria artistica al restauro, dalla scultura alla decorazione. L'artigianato di oggi sarà l'antiquariato dei decenni che verranno”.

“Turismo ed enogastronomia poi - conclude Fabbroni - vanno di pari passo, si completano a vicenda, e quindi dobbiamo lavorare per arrivare ad un valido sostegno anche per le nostre imprese dell'alimentare visto che anche in questo caso l'artigianato è, come sempre, garanzia di qualità e salute, ma anche molla dell'economia del territorio e fa crescere il valore delle nostre piccole imprese e delle loro produzioni”.

Nella squadra del Presidente dell’Area aretina Leonardo Fabbroni, che è anche presidente del Comitato comunale di Civitella, ci sono poi Fabrizio Piervenanzi, presidente del Comitato intercomunale Arezzo - Castiglion Fibocchi  e Laura Cerofolini, presidente del Comitato intercomunale Subbiano – Capolona.

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