Banche Arezzo: 180 sportelli in provincia, più della metà al centro di cambiamenti

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Banche della provincia di Arezzo, un appello alla Politica da parte di Fabio Faltoni, segretario provinciale coordinatore della FABI, Federazione Autonoma Bancari Italiani, il primo sindacato in Italia nel settore bancario

"Su circa 180 sportelli bancari presenti nella nostra provincia - evidenzia Faltoni - più della metà sono di Istituti di Credito al centro di grandi cambiamenti, sia per l’operazione Intesa/UBI/Bper, che per il dibattito sul futuro (molto vicino) del MPS. Infatti, queste quattro banche hanno in totale un centinaio di sportelli in provincia di Arezzo e più di mille dipendenti.

Dopo aver acquistato UBI Banca, Intesa venderà il 40% delle filiali di questa a BPER - Banca Popolare dell’Emilia Romagna; si parla di 532 filiali in gran parte nel nord Italia, ma anche un certo numero (18, sembra) nella regione Toscana. Da quanto emerse dopo l’indagine dell’Antritrust, sembra che la maggior parte - se non tutte - di queste diciotto filiali UBI toscane che Intesa cederà a BPER, saranno nella provincia di Arezzo, dove oggi UBI ne ha 36, Intesa 34 e BPER solo 2.

Ad oggi, anche dopo l’insediamento al vertice di UBI del nuovo a.d. Gaetano Micchichè - alto dirigente di lungo corso di Intesa - nulla trapela rispetto alle questioni fondamentali: quante e quali filiali di UBI passeranno a BPER nella provincia di Arezzo? e quando? Cosa ne sarà degli uffici cittadini di UBI e della società UBISS? Non solo, ma leggiamo di progetti di Intesa incentrati sui territori di Bergamo, Brescia, Cuneo e Bari; leggiamo pure, e molto volentieri, di un recente progetto “Rinascimento Firenze”, un pacchetto da sessanta milioni di euro per le aziende del territorio del capoluogo regionale.

Però non basta, ora è il momento che i massimi vertici di Banca Intesa e anche di BPER dicano qualcosa di preciso anche sui nostri territori, sui quali ad oggi regna un grande silenzio. 

Poi, passando al MPS, presenza capillare e storica ad Arezzo con filiali e uffici, cosa bolle in pentola? Il Tesoro sta accelerando per favorire l’uscita dello Stato (che ne ha il 68%) dal capitale della banca entro fine 2021 - e come da accordi con le Autorità europee - per farlo poi aggregare con altre banche (tra le quali, si legge, anche la stessa BPER). Però, dato che si rincorrono voci diverse sulla sorte della banca senese, voci che parlerebbero di “spezzatino”, cioè di cessione di pezzi della banca a soggetti diversi, la FABI e tutti i sindacati del MPS hanno di recente dichiarato che la banca ha bisogno di un assetto societario stabile e che il progetto sul futuro della banca deve avvenire salvaguardando l’interezza del Gruppo bancario.

Noi della FABI – Federazione Autonoma Bancari Italia (il primo sindacato in Italia nel nostro settore) facciamo e faremo la nostra parte per la salvaguardia e la tutela dell’occupazione e delle professionalità dei dipendenti di tutte le banche, però, in tempi di campagna elettorale per il Comune e per la Regione, ci auspichiamo che anche la politica si faccia carico delle nostre preoccupazioni e delle questioni che investono il sistema bancario aretino, per il bene delle economie dei territori, delle aziende, delle famiglie e per il migliore futuro dei dipendenti.

Come vediamo, questi grandi giochi bancari nazionali, avranno un forte impatto nella provincia di Arezzo, su più della metà delle filiali bancarie e su più di mille lavoratori. Che nessuno se ne dimentichi!"

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