Valtiberina, edilizia in allarme: chiusi tutti i siti per inerti. Marsupini: "Grossi disagi"

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Un'altra tegola per il comparto edilizio e per la Valtiberina: è stato chiuso l'impianto di stoccaggio inerti a Pieve Santo Stefano. La chiusura segue di qualche mese quella dell'impianto di Sansepolcro. Morale della favola: adesso non esiste un sito dove conferire gli scarti edilizi in Valtiberina

Un problema non di poco conto, spiega Andrea Marsupini, presidente Cna Valtiberina e imprenditore del settore edile:

"Premesso che non conosco i motivi della chiusura e pertanto non entro nel merito, ho piena fiducia nell'operato delle forze dell'ordine, mi preme però far notare come questa situazione aggiunga disagi in un settore già provato. La chiusura di tutti i siti in Valtiberina ci costringe, a conti fatti, a recarci ad Arezzo per il conferimento degli inerti, con evidente aggravio di tempi e di costi per noi e i committenti".

Tutto questo, aggiunge il presidente, "in un periodo molto particolare: siamo stati fermi per l'emergenza COVID nei mesi scorsi, mentre attualmente in tanti stanno rimandando i lavori, in attesa di capire come sfruttare il superbonus sulle ristrutturazioni. Non possiamo davvero permetterci di spendere ore di lavoro preziose per portare i materiali nei siti di stoccaggio".

Da qui la richiesta alle istituzioni: "Ho già contattato i sindaci di Anghiari, Sansepolcro e Pieve Santo Stefano e ho chiesto loro di cercare una soluzione insieme. Magari un sito temporaneo, in attesa di capire cosa succederà con quelli chiusi. Però è necessario intervenire tempestivamente. Si parla tanto dell'edilizia come motore trainante per la ripresa, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter operare con efficienza".

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