La fase 2 delle utility, Macrì: "Da noi risposta fondamentale, ora serve liquidità" Video

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"Siamo un po' dispiaciuti di non vedere un Governo unito e una compagine istituzionale calata negli aspetti gestionali". L'ha detto Francesco Macrì, presidente di Estra, ospite questa mattina di "Coffee Breack" su La7 in una puntata dedicata alla crisi economica che sta seguendo l'emergenza sanitaria.

"Il mondo delle utility, come tante imprese italiane, ha dato una risposta silenziosa e ha tenuto, ha garantito la continuità dei servizi ed è stato fondamentale. Però anche noi stiamo subendo gravi danni e abbiamo bisogno di iniezione di liquidità. Stiamo facendo un po' da ammortizzatori anche finanziari rispetto alle tante pubbliche amministrazioni che in molti casi sono i nostri soci diretti o indiretti. Le misure sulla TARI o altre misure che sospendono delle tariffe poi si riverberano negativamente anche sui bilanci di grandi aziende che hanno una forte responsabilità sociale. Se poi si va a vedere quello che si sta facendo nei confronti di famiglie e imprese, che sono i nostri clienti e utenti, ancora i risultati sono deludenti".

"Volevo raccomandarmi alla classe istituzionale: vanno protetti i posti di lavoro", ha aggiunto Macrì. "La nostra forza si basa su un'economia segmentata e fantasiosa, soprattutto dei più piccoli. Il rischio è la desertificazione, che si diventi un mercato altrui e un soggetto economico assolutamente debole, nelle mani degli speculatori internazionali. Le utility chiedono, dopo questa fase di emergenza, di fare gli investimenti che siamo in grado di fare. Contiamo, da fine 2020, di operare investimenti per 50 miliardi nell'idrico, nell'ambiente e nell'energia, a patto che si semplifichi".

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