Coronavirus, Coldiretti e Terranostra chiedono ai sindaci l'annullamento della Tari

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L'indotto ricettivo delle strutture agrituristiche è al collasso, le disdette sono al 95% e le mancate prenotazioni all'89%. Gli operatori si trovano a dover fare i conti con una crisi senza precedenti. L'associazione domanda ai primi cittadini una sinergia di marketing comune per il rilancio del territorio.

La presidente di Coldiretti Arezzo Lidia Castellucci e Marco Masala, presidente dell'associazione agrituristica Terranostra, scrivono ai sindaci della provincia di Arezzo per chiedere l'annullamento del pagamento della TARI, la tassa sui rifiuti, alla luce dell'emergenza COVID-19 che gli agriturismo stanno affrontando e subendo in maniera estenuante dalla fine del mese di febbraio.

"L'indotto ricettivo delle nostre strutture agrituristiche, fiore all'occhiello di tutta la provincia è al collasso, le disdette sono al 95% e le mancate prenotazioni all'89%", commenta Masala, "gli operatori si trovano a dover fare i conti con una crisi senza precedenti. Il fenomeno sta colpendo anche il comparto delle fattorie didattiche e della somministrazione pasti dove il calo è del 100%".

Gli agriturismo, prima di altri, hanno risentito pesantemente della crisi, iniziata all'apertura della stagione che è così completamente compromessa. La stagione che per le strutture di questo tipo infatti si apre con la primavera, quando la campagna rifiorisce, con le fattorie didattiche che ospitano le scolaresche, con le gite fuori porta, con le passeggiate a cavallo, con i picnic fino alle escursioni sulle colline o alle esperienze in fattoria per partecipare alle attività dell'azienda agricola. Tutto questo è temporaneamente congelato, le prenotazioni sono state cancellate e non ne sono arrivate di nuove. Il blocco legato al COVID-19 ha fermato l'intero Paese e non solo, l'Europa e il mondo.

"In questo quadro drammatico che si staglia sul territorio provinciale", spiega Castellucci, "ci sembra favorevole considerare l'opportunità della revoca della TARI insieme alla possibilità di sospendere, in quei comuni dove è istituita, la tassa di soggiorno. L'annullamento della TARI, oltre ad essere un sollievo finanziario per le aziende, è rispondente anche ad una questione oggettiva in termini di produzione dei rifiuti che allo stato dei fatti è inesistente". In questo delicato momento è fondamentale guardare avanti. Coldiretti e Terranostra lo stanno già facendo, pensando ad una progettazione di marketing territoriale che possa essere di rilancio per tutte le strutture e per la provincia.

"Sappiamo molto bene quanto sia necessario provare a fare sistema", prosegue Castellucci, "per questo abbiamo richiesto ai sindaci anche la possibilità di poter immaginare di lavorare in maniera sinergica ad un'operazione in termini promozionali delle attività agrituristiche e del territorio in cui esse svolgono il loro prezioso lavoro. Vogliamo pensare quindi ad un piano comune, per garantire la sopravvivenza di un prezioso presidio di servizi sul territorio come la valorizzazione del turismo di qualità, la cultura dell'ospitalità rurale, i cibi del nostro territorio e i paesaggi unici al mondo".

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