Covid-19: in arrivo il primo ventilatore polmonare portatile, (per metà) aretino

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Un ventilatore polmonare compatto, non invasivo e portatile - il primo del suo genere - adatto anche per uso domiciliare e con touch screen. Si chiama Respira il progetto, tutto italiano, che nasce dalla partnership tra le aziende SECO, realtà con sede ad Arezzo che da 40 anni progetta e produce microcomputer, e IBD di Mantova, pmi innovativa del settore biomedicale.

Lo spiega l'Adnkronos: oltre a ventilare i malati affetti da coronavirus senza necessità di intubazione, Respira può essere impiegato nei casi di immunodepressione o per quelli che richiedono ossigenazione pre e post Terapia Intensiva. L'inizio delle consegne dei nuovi ventilatori polmonari è previsto tra la fine di maggio e l'inizio di giugno.

"È per me motivo di grande orgoglio", commenta Massimo Mauri, amministratore delegato dell'azienda aretina, "che due eccellenze italiane come SECO e IBD abbiano messo a fattore comune le loro competenze tecnologiche per dare un supporto tangibile, in questa difficile situazione, al sistema sanitario e ai pazienti, attraverso una soluzione per la ventilazione polmonare innovativa, non invasiva e, soprattutto, portatile".

"IBD dal 2014 progetta biomedical devices ispirandosi all'innovazione di qualità associata alla portabilità, all'interfaccia grafica userfriendly per operatori sanitari e pazienti e all'uso sia domiciliare sia ospedaliero. Aderendo al concetto di Less is More e della Lean Startup, IBD è riuscita a realizzare in poco tempo e con risorse limitate macchine biomedicali di concezione fortemente innovativa", dichiara Corrado Ghidini di IBD, che continua: "La partnership con SECO è l'ideale completamento delle rispettive competenze per la realizzazione di un piano industriale che può contribuire a rilanciare l'Italia a livello internazionale. Da sempre il nostro Paese è un'eccellenza nel biomedicale".

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