Confartigianato Arezzo: "Senza manutenzione del verde gravi problemi di sicurezza pubblica"

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"La mancata cura del verde può creare gravi problemi di pubblica sicurezza". Non è un allarme da poco quello che lancia Fabio Grotti, presidente dell'associazione dei Manutentori del Verde di Confartigianato Imprese Arezzo, che si unisce all'appello nazionale alle istituzioni in relazione a quanto contenuto nei vari decreti succedutisi in questo periodo, in particolare in quelli del 22 e 25 marzo e del 6 aprile scorso.

"Pensiamo al solo sfalcio dell'erba lungo le strade", spiega Grotti, "che rischia, se non tagliata, di limitare la visibilità di chi è alla guida di un mezzo, ad esempio in prossimità delle rotonde, degli incroci, eccetera. con aumento del rischio incidenti, per non parlare delle lavorazioni di manutenzione ordinaria o straordinaria legata ad alberi sulle pubbliche strade o nelle vicinanze di linee elettriche o telefoniche".

"Siamo consapevoli che stiamo vivendo un'emergenza sanitaria senza precedenti e che oggi la priorità sia risolvere questa emergenza, ma il nostro senso di responsabilità ci impone di evidenziare a chi di dovere una serie di problemi oggettivi che rischiano di emergere a causa dello stop non solo delle attività di manutenzione del verde già evidenziate, ma anche per i problemi di carattere sanitario: pensiamo a quelle aree urbane o extraurbane dove la mancanza di cura del verde può portare alla presenza incontrollata di topi o altri animali dannosi.

Pensiamo inoltre alla possibile propagazione di malattie parassitarie, ad esempio in aree di pregio, quali ville storiche o parchi pubblici, ma non solo: qui è necessario intervenire urgentemente con trattamenti specifici da eseguirsi proprio in questo periodo.

Per tutto questo, anche alla luce delle richieste che ci arrivano dalle pubbliche amministrazioni locali, preoccupate dalle criticità che insorgerebbero a seguito della sospensione degli interventi di manutenzione del verde, credo che sia necessario avere una risposta urgente da parte dei Ministeri competenti, affinché alle attività con codice ATECO 81.30 possa essere concesso di proseguire il prezioso lavoro a favore del benessere dell'intera cittadinanza".

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