Angelo Corbo, superstite della strage di Capaci: "Paradossi, omissioni e altre dimenticanze"

. Inserito in Diario di Bordo

Ho partecipato con piacere ad un'interessante mattinata di testimonianza con gli studenti dell’Istituto Artusi. Al termine, è stato messo a dimora “l’albero di Falcone” e annunciata la seconda edizione del “Premio Scudo Chianciano Terme”, organizzata da Arianna Gallo.

L’Istituto Artusi, in collaborazione con il Comune di Chianciano Terme e l’Assessorato alla cultura di Sarteano, si è fatto promotore, giovedì 28 aprile scorso, di una giornata di riflessione e dialogo sulla strage di Capaci, a distanza di 30 anni dal vile attentato mafioso. Il 23 maggio 1992 persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, magistrato anche lei, gli agenti di scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Più in generale, obiettivo dell’incontro, è stato quello di sollecitare gli alunni sulle tematiche di Educazione Civica, sul senso dello Stato, sulla Pace, tematica purtroppo di grande attualità in questo periodo storico e sul ruolo esercitato dalla mafia nel nostro Paese, in particolare negli anni dello stragismo. Dopo i saluti del vicesindaco e assessore alla cultura Rossana Giulianelli e della dirigente scolastica dell’Istituto alberghiero Artusi Daniela Mayer, di fronte alla folta platea di studenti, la testimonianza di uno dei superstiti della strage di Capaci: l’Ispettore Superiore Angelo Corbo, Medaglia d’Oro al Valor Civile, ora testimonial, divulgatore e autore di un libro sul tragico evento. In “Strage di Capaci – paradossi, omissioni e altre dimenticanze”, Corbo parte dall’esperienza di giovane agente “senza esperienza” chiamato a far parte del team di guardie del corpo di una delle personalità più in vista, per poi ricostruire, con dettagli inediti (come la sparizione di rullini fotografici o la tecnica utilizzata dagli stragisti), quel drammatico 23 maggio 1992. Tanti gli interventi e le domande rivolte a Corbo da parte degli studenti, che successivamente, accompagnati dal sindaco Andrea Marchetti e dal Ten. Col. dei Carabinieri Forestali, Stefano Veracini, hanno messo a dimora, di fronte al PalaMontePaschi, “ L’albero di Falcone”, gesto simbolico ma particolarmente significativo, in collaborazione con il Comune di Chianciano Terme. Una talea presa dall'albero di fronte casa Falcone a Palermo e trapiantato davanti al Pala Monte Paschi come testimonianza di perseveranza nella pace e legalità della città di Chianciano e dell'Istiituto Artusi. L’incontro è stato anche l’occasione per una breve anticipazione dell’edizione 2022 del “Premio Scudo Chianciano Terme”, che avrà come filo conduttore ancora una volta i temi della legalità, a 30 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio, a 40 dall’omicidio del Gen. Dalla Chiesa. In qualità di presidente dell'associazione Sicurart, che del Premio Scudo è promotrice, insieme all’organizzatrice dell'evento, l'aretina Arianna Gallo, ho esteso l'invito a tutti i presenti al secondo appuntamento, che si terrà il prossimo 8 ottobre nella cittadina termale. “Con iniziative come quella odierna e altre che seguiranno – ha dichiarato Marchetti – intendiamo continuare nel percorso di sensibilizzazione, soprattutto verso le giovani generazioni, rispetto ai temi di educazione civica e legalità. Un plauso e un ringraziamento a dirigenti, docenti e studenti dell’Artusi, vero vanto per Chianciano Terme e a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita di questa giornata”.

Tags: Premio Scudo Chianciano Terme

Guido Albucci

Guido Albucci

Di tante passioni, di molti interessi. Curioso per predisposizione, comunicatore per inclinazione e preparazione