Muore a 46 anni dopo colonscopia all'Ospedale del Casentino, via alle indagini

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La Procura di Arezzo ha aperto un'inchiesta sul decesso di Alessia Gazzi. Non convince l'esame diagnostico, che potrebbe aver contribuito a provocare la morte della donna la mattina del 6 gennaio scorso.

La signora, affetta da una rara malattia genetica, si è spenta all'ospedale di Bibbiena due giorni fa. Era stata ricoverata lì il 27 dicembre, ma durante l'accertamento al colon a cui è stata sottoposta sarebbero insorte complicazioni. In seguito, un'operazione chirurgica e la rianimazione prima del decesso, avvenuto il giorno dell'Epifania.

La richiesta di aprire le indagini è arrivata dall'avv. Angela Rita Fiorello, tutrice di Gazzi (che, ospite di una struttura assistenziale a Poppi, non era più autosufficiente). L'approfondimento di medicina legale sul corpo della 46enne sarebbe volto a scoprire se la colonscopia abbia causato il perforamento dell'intestino e, di conseguenza, la morte della paziente. In sostanza si dovrà appurare se c'è stata o no colpa medica attraverso l'autopsia, che potrà essere svolta all'Ospedale del Valdarno e non al San Donato di Arezzo (per via dei lavori che interessano ancora le sale di quest'ultima struttura).

Alessia Gazzi aveva 2 figli ed era originaria di Varese ma residente in Casentino.

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