Patti di famiglia: Mugnai e D'Ettore primi firmatari della nuova proposta di legge

. Inserito in Camera e Senato

Un salvagente per scongiurare il rischio di chiusura che incombe quando tra parenti non si ragiona più. La "successione ordinata e programmata nell'impresa", sottolinea l'esponente azzurro, è "fondamentale per evitare che questa sia smembrata in sede di divisione ereditaria

Patti chiari per evitare litigi, così si salva l'azienda di famiglia: primi firmatari i deputati Maurizio D'Ettore e Stefano Mugnai. Forza Italia scende in campo per scongiurare il rischio di chiusura, che incombe quando tra parenti non si ragiona più. Con una proposta ad hoc, primo firmatario il deputato Felice Maurizio D'Ettore, il partito di Silvio Berlusconi ha pensato a una sorta di salvagente d'impresa e chiede di modificare l'attuale impianto dell'istituto del 'patto di famiglia', vigente dal 2006 nel nostro ordinamento giuridico, per ''rimuovere le regole che non ne hanno consentito una diffusa utilizzazione, nell'ottica di favorire una programmata successione nell'impresa e nei beni produttivi'', comprese le partecipazioni societarie. L'obiettivo è blindare il cosiddetto tesoro di famiglia da crisi e lotte intestine e invidie sempre più all'ordine del giorno e far scivolare liscio come l'olio il cosiddetto passaggio generazionale. Quando ci sono di mezzo gli affari, infatti, il rischio che il nido famigliare si trasformi in un covo di vipere è un lusso che un imprenditore non può permettersi di correre. E questo vale sia per le grandi dinastie che per le pmi, il vero motore dell'economia del Belpaese.

"La proposta - scrive D'Ettore nella relazione di presentazione del provvedimento alla Camera - modifica l'istituto del patto di famiglia, contenuto nel codice civile, con un intento ben preciso: facilitare il raggiungimento di accordi fra i futuri eredi dell'imprenditore, per assicurare la continuità e stabilità dell'impresa e del complesso dei beni produttivi". 

La "successione ordinata e programmata nell'impresa", sottolinea l'esponente azzurro, è "fondamentale per evitare che questa sia smembrata in sede di divisione ereditaria: esigenza tanto più avvertita nel nostro Paese, il cui tessuto economico è per il 95% costituito da pmi che tipicamente sono i soggetti più interessati da queste problematiche". In questa prospettiva, spiega D'Ettore, "da un lato si introduce il cosiddetto patto verticale (in aggiunta a quello orizzontale, già previsto), il quale consiste nella possibilità per l'imprenditore disponente di soddisfare in prima persona le ragioni dei futuri eredi; dall'altro lato, si tutela comunque le esigenze di tutti i legittimari, sia mediante la possibilità di adesione successiva al patto, sia mediante il diritto di ottenere dai partecipanti quanto necessario a integrare la quota di legittima loro spettante".

D'Ettore esclude che questa pdl sia ad personam, ovvero serva anche Berlusconi per risolvere i suoi problemi di successione? ''Il patto di impresa e di famiglia è semplicemente un istituto di diritto privato equilibrato e certo, che serve alla successione dell'impresa. Esiste in Germania già da tempo, prima ancora della sua introduzione in Italia. E allora serve alla Merkel e alla sua famiglia? Di che parliamo...''.

 Il ''valore aggiunto apportato dalle modifiche rispetto alla norma attuale - assicura - è che il patto in questo modo viene reso non solo più efficace ma anche più solido, mantenendo la tutela dei legittimari, dal coniuge ai figli". Viene, in pratica, "migliorato ed esteso ad una platea indistinta di beneficiari".

''Con la nostra pdl - dice D'Ettore - viene definito già in vita il passaggio generazionale, senza incorrere nella tagliola del divieto dei patti successori''. In vita ''viene composta la successione anche per l'impresa, evitando i litigi post mortem tra i discendenti, soprattutto tra i parenti più stretti, una delle maggiori cause di scioglimento e smembramento delle piccole e medie imprese''.

Musica per le orecchie anche dei notai. Il patto così modificato, senza stravolgerne l'impianto essenziale, garantisce Fi, ''per i notai sarà uno strumento utile e certo da offrire agli imprenditori per comporre la successione, garantendo la continuità aziendale e la 'pace' in famiglia'''. Formata da un solo articolo di due commi, la pdl azzurra punta a modificare gli "articoli 768-quater e 768-sexies del codice civile in materia di partecipanti al patto di famiglia e di rapporti con i legittimari non partecipanti". 

Tags: Maurizio D'Ettore Stefano Mugnai

Redazione Arezzo24

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