Quello che viviamo è un regresso indietro di molti anni? Forse sì. In passato la salute era considerata un problema di ordine pubblico, cioè come lotta alle malattie pericolose per l’incolumità pubblica. Non a caso nel Testo Unico del 1934 le competenze erano affidate al Ministero dell’Interno.
Paolo Brandi
Ruolo
Biografia
Laureato in filosofia a Pisa e in storia a Siena. Amante dei cani, dell’Inter e della Sicilia. Fin da piccolo impegnato in politica ma col tempo ha assunto un atteggiamento più contemplativo.
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Un cambio di passo per dare certezze ai cittadini e alle imprese
Ve lo dico chiaro, a me questo “anda e rianda” comincia a “stare sui cabasisi”, come direbbe Montalbano. Non ne posso più dei tifosi del tutto e del niente, quelli che fino a due settimane fa sigillavano la porta di casa col silicone e oggi strepitano per riaprire porte, finestre, saracinesche e cancelli.
Il silenzio della solitudine
Più passa il tempo più ci sentiamo dei naufraghi. E come i naufraghi soffriamo la solitudine e l’impotenza. La solitudine, fino ai giorni del covid-19, era un fatto individuale, vissuto per scelta o per imposizione. Oggi è invece una solitudine collettiva, che riguarda tutti.
I Sindaci che giocano a rubabandiera
Mi sento italiano anzi, come diceva Curzio Malaparte un “arci italiano” e per di più Toscano. E proprio perché Tosco-italiano, non mi piace farmi infinocchiare. Leggo che alcuni sindaci hanno rimosso la bandiera europea dai palazzi comunali per protesta contro l’Europa e tanti cittadini si sono mostrati entusiasti.
Mettiamo in quarantena la polemica, ma non mettiamo in quarantena la politica
Un mio caro amico, qualche tempo fa, scriveva: “Sto facendo ogni sforzo per evitare qualsiasi diatriba politica. Questo per un solo motivo, che dovrebbe essere evidente a tutti e cioè che in momenti storici come quello che stiamo attraversando, è necessario promuovere il massimo dell’unità possibile”.
Sanità, in emergenza il riassetto degli ospedali è quello giusto?
Sulle ali della maledetta pandemia è arrivata una grande notizia, quella dell’alleanza, in nome del bene collettivo, tra pubblico e privato in materia di sanità. Si tratta di quello che un valentissimo operatore ha definito “un giorno importante per la sanità aretina”.
Eppure, per qualche tempo, andrà avanti così
Ore 18.28. Tramonto. Che strana sensazione vedere il mio paese senza persone. Un certo Tucidide, più di duemila anni fa, sosteneva che sono gli uomini a fare la città e non le mura. Aveva ragione. Un paese vuoto può essere affascinante, ma ben presto al fascino subentra lo sgomento.
Emergenza: quella “terra di mezzo” istituzionale di cui avremmo tanto bisogno
Ai tempi del coronavirus i sindaci della Provincia di Arezzo si sono scoperti “social”. Al di là di alcuni, che già debordavano su Facebook o su Instagram, gli altri adesso si arrangiano con improvvisate dirette su internet. Non che sia un male, tutt’altro.
Coronavirus, il nemico invisibile che ci sta scongelando. Forse riacquisteremo le nostre funzioni vitali
Pensieri davanti a un frigo. E’ il posto migliore, perché è stato il nemico invisibile a farci uscire dal surgelatore in cui eravamo rinchiusi. Congelati nelle nostre convinzioni di progresso infinito e di svago senza freni.
Costruire prospettiva post emergenza: un “comitato di salute pubblica” anche ad Arezzo
Anche nel territorio aretino ci vorranno idee nuove e una diversa qualità nella politica, nell’economia e nelle istituzioni. Da subito, come fanno a Milano, occorre pensare al domani.










