L’ordigno ritrovato al Prato ribadisce l’attualità di una formazione per i giovani

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L’ANVCG è impegnata in attività per spiegare alle giovani generazioni come riconoscere un residuato bellico. Il progetto “Testimoni di pace” sta prevedendo un focus sulla pericolosità del ritrovamento degli ordigni inesplosi.

L’ordigno inesploso ritrovato al Prato ha ribadito l’urgenza e l’attualità dell’operato dell’ANVCG - Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. Tra le finalità del progetto “Testimoni di pace” promosso da questa realtà all’interno delle scuole rientra proprio una specifica formazione e informazione per spiegare la pericolosità di questi residuati bellici che, in caso di ritrovamento, possono rappresentare un grave pericolo per i civili. Questo percorso ha coinvolto solo nell’ultimo anno circa cinquecento giovani alunni e vivrà le prossime tappe al Liceo Petrarca e all’Istituto Comprensivo Severi, prevedendo un focus proprio sul “come” riconoscere un ordigno bellico e sul “cosa” fare in caso di ritrovamento.

I dati del fenomeno evidenziano l’importanza di questa specifica formazione tra i giovani. L’ANVCG ha infatti reso noto come, dalla Seconda Guerra Mondiale, siano stati oltre 250.000 gli ordigni ritrovati tra granate, esplosivi, colpi d’artiglieria e munizioni, con molti di questi che hanno comportato pericolosi incidenti e mutilazioni. Solo sulle colline aretine di San Polo e San Severo sono stati rinvenuti nel corso degli anni oltre mille proiettili a rischio di esplosione. «Gli ordigni bellici inesplosi - spiega Ulisse Domini, presidente provinciale dell’ANVCG, - rappresentano una delle più pericolose eredità di un conflitto perché, anche in tempo di pace, sono un grave pericolo per i civili in caso di ritrovamento, contatto e successivo scoppio. Il tema è spesso sottovalutato perché si tratta di fatti risalenti a quasi ottant’anni fa ma a ribadirne la stretta attualità è stato il ritrovamento al Prato, da parte di un bambino, di un residuato interrato di soli pochi centimetri. Ecco perché, anno dopo anno, rinnoviamo il nostro impegno volontario nelle scuole con il progetto “Testimoni di pace” per formare le giovani generazioni alla prevenzione dei danni causati dalle guerre e dai conflitti, tra i quali in particolare gli ordigni inesplosi. Conoscere un fenomeno, infatti, è fondamentale per tutelare la propria sicurezza personale».

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