Stragi di Civitella, Cornia, San Pancrazio e Pian dell'Albero: inaugurato il "Sentiero della Memoria"

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Nel giorno della commemorazione dell’eccidio nazista del 29 giugno 1944 di Civitella, Cornia e San Pancrazio, cerimonia conclusiva della Marcia intitolata “Dalla memoria della guerra all’impegno per la pace” che si è svolta stamattina lungo un percorso di circa 9 km che collega Civitella a San Pancrazio, quello stesso percorso in cui le truppe naziste uccisero ben 244 persone tra uomini, donne e bambini.

Fu infatti proprio dal comando della Divisione Hermann Göring che partirono gli squadroni della morte diretti a San Pancrazio, a Civitella e a Cornia: tre massacri in un solo giorno, che ebbero un apice di cinica pianificazione e violenza in chiesa, dove molte persone erano riunite per celebrare la festività dei santi Pietro e Paolo. All'evento è intervenuto il sindaco di Bucine Nicola Benini e la sindaca di Civitella in Val di Chiana Ginetta Menchetti; erano presenti rappresentanti della provincia di Arezzo e di numerose amministrazioni comunali. L'assessora Nardini ha portato il saluto istituzionale della Regione Toscana.

Nel pomeriggio l'assessora si è recata poi al Poggio alla Croce, tra i comuni di Figline e Incisa Valdarno e Greve in Chianti per l'inaugurazione del Sentiero della Memoria tra Badia Montescalari e Pian dell'Albero accompagnata dalla sindaca Giulia Mugnai e dal sindaco Paolo Sottani. A Pian d'Albero, all'interno di un casolare tuttora esistente, si consumò la strage nazista del 20 giugno 1944 in cui persero la vita 39 persone: giovani partigiani, contadini, e tra loro anche il giovanissimo Aronne Cavicchi.

L'assessora Nardini ha ribadito la necessità di "coltivare la dolorosa memoria della guerra per consolidare la consapevolezza del valore della pace e ricordare gli orrori della dittatura e dell’oppressione per celebrare la democrazia e la libertà, perché non ci può essere vera pace senza la libertà". Ha poi ricordato come oggi "questi territori sono un laboratorio di pace, di custodia dei valori democratici, anche in nome del prezzo carissimo che hanno pagato, anche per l’incontro diretto e feroce con la brutalità bellica e con le ideologie criminali che hanno ferito e lacerato l’Europa, il nostro Paese e la nostra Regione tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento. Si tratta di ferite profondissime - ha aggiunto - che possono essere parzialmente lenite solo dall’orgoglio di essere stati tra i territori più ferventi e coraggiosi nella Resistenza italiana e nella lotta di Liberazione". 

Nardini si è soffermata sulle tante ragazze e i tanti ragazzi che "hanno sacrificato gli anni migliori e, non di rado, la propria stessa vita per conquistare la libertà e liberarci dall’insopportabile giogo del nazifascismo. Proprio per questo - ha detto l'assessora - oggi ho voluto essere qui, per rappresentare una Regione che non dimentica, che affonda orgogliosamente le proprie radici nei valori della Resistenza e che fa della Memoria le fondamenta su cui costruire il futuro. Stiamo coltivando la memoria del passato affinché il presente e il futuro siano radicalmente diversi, affinché la pace, finalmente, liberi il mondo e gli esseri umani dagli orrori della guerra, di ogni guerra, ovunque si combatta. Ecco perché quelli di oggi non sono solo una marcia per la pace e un sentiero della memoria, ma una marcia e un sentiero per il futuro, l’unico possibile per la sopravvivenza dell’umanità"- ha concluso.

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