Montevarchi, Comune e Diocesi insieme per il completamento del Cinema Teatro di S. Martino

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Silvia Chiassai Martini: "Il Comune pronto ad investire ulteriori 100mila euro per il recupero del Cinema Teatro S. Martino a Levane”. Mons. Riccardo Fontana: “Questi interventi sono il segno della vicinanza della Chiesa a tutto il territorio valdarnese”

Il Comune e la parrocchia di Levane, in collaborazione con la Diocesi di Arezzo- Cortona-Sansepolcro, operano da tempo in sinergia per reperire le risorse necessarie al completamento del Cinema Teatro di S. Martino.

Nel merito interviene il Sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini:

"Da più di 20 anni, non solo la comunità di Levane, ma l'intero territorio di Montevarchi, il secondo comune della provincia per numero di abitanti, non ha un teatro dove svolgere attività culturali e di socializzazione da offrire alla cittadinanza. La ristrutturazione del Cinema Teatro di S. Martino rappresenta l'occasione per avere, finalmente, quel centro polivalente per ospitare spettacoli, rappresentazioni cinematografiche ed eventi a disposizione, anche per le nostre scuole, le società sportive, che manca da troppo tempo. Risale al 2005, il protocollo di intesa tra la parrocchia e i Comuni di Montevarchi e Bucine in cui il nostro Comune, in particolare, aveva versato 100mila euro per la ristrutturazione, manutenzione straordinaria e agibilità del teatro S. Martino.

Oggi interveniamo per realizzare ciò che negli anni è rimasto incompiuto. Il Comitato per il Cinema del Consiglio pastorale della parrocchia di S. Martino ha presentato la richiesta per accedere ad un finanziamento ministeriale finalizzato al potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e per la sostenibilità economica delle strutture con valenza culturale, sociale e formativa, che prevede anche il coinvolgimento degli enti locali. Nel caso in cui il progetto ottenga questo finanziamento, il Comune di Montevarchi contribuirà nuovamente con un ulteriore importo di 100mila euro per raggiungere l’importante obiettivo di dotare la comunità di Levane del tanto desiderato “Cinema teatro di San Martino”. Levane ha il diritto di vedere realizzata l’opera per la quale con impegno e sacrificio sta lottando da anni, con il sostegno del Comune, per avere un luogo che possa diventare un polo culturale con caratteristiche uniche in tutto il Valdarno aretino”.

L’Arcivescovo della Diocesi di Arezzo- Cortona- Sansepolcro, Sua Eccellenza Mons. Riccardo Fontana, presente a Levane ha dichiarato: “Gli interventi per ridare luce al Cinema Teatro di San Martino in Levane sono il segno che la Chiesa si fa vicina a tutto il territorio valdarnese, che rappresenta una porzione molto popolosa della nostra Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. L’oratorio della Parrocchia di San Martino – di cui il Cinema Teatro è un’“arteria” – è luogo di accoglienza sia di giovani che di adulti, che hanno voglia non solo di stare insieme, ma anche di crescere nella riflessione, attraverso i linguaggi che un film o un atto teatrale sanno proporre. Questo tempo difficile segnato dalla pandemia ha rilevato soprattutto il bisogno che la gente ha di fare comunità. Il Concilio Vaticano II, infatti, insegna che l’uomo «per sua intima natura è un essere sociale e senza i rapporti con gli altri non può vivere né esplicare le sue doti»1. Occorre tornare a ribadire che gli uomini e le donne hanno necessità di una dimensione sociale, che stimoli il dialogo, il confronto e la condivisione. Don Angelo Sabatini, ormai storico parroco di San Martino in Levane, ha dedicato gran parte della sua vita alla formazione delle generazioni giovani. È antesignano di un metodo pedagogico che pone al primo posto la persona e la sua crescita libera, significativa e forte. Negli anni giovanili, ci ha insegnato che è importante coinvolgere le persone e affiancarsi alla scuola e a tutti gli altri soggetti che hanno fini educativi, per aiutare le famiglie e i ragazzi e le ragazze a riscoprire il senso di comunità, al di là delle ideologie. La fede, infatti, attecchisce soltanto in un sereno contesto, dove la gioia dello stare insieme e la ricerca del vero sono vie privilegiate per arrivare a Dio. Mi piace ricordare, ad esempio di questo suo stile, la scelta dello scorso anno, in piena pandemia, di dedicare tutte le sere del tempo estivo all’incontro con le famiglie che da tempo non si vedevano in Parrocchia. Ovunque è stato accolto con gioia e soddisfazione. Al pastore tocca di motivare se stesso nel ruolo che la Chiesa ti offre per essere un prete vero, uomo di Dio in mezzo al popolo”. 

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