Il Covid conferma che il welfare deve cambiare: la cooperativa aretina Koinè a confronto con Spinelli

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La cooperativa aretina Koinè ha presentato all’Assessora regionale al welfare Serena Spinelli progetti e realizzazioni innovative che hanno anticipato i cambiamenti necessari

“Il Covid ci costringe a gestire le emergenze ma non possiamo permetterci di rinviare una riflessione sul futuro del welfare, iniziando dalla criticità che abbiamo di fronte. Il Covid è un grande evidenziatore ed ha colpito di più chi vive in strutture residenziali, siano esse per anziani o per disabili. Ha poi colpito i bambini e gli adolescenti. E tutte le persone che hanno un inquadramento lavorativo precario, i giovani, le donne, i disabili, gli anziani”.

Serena Spinelli, assessore regionale al welfare, ha preso parte stamani ad una video conferenza con il gruppo dirigente della cooperativa sociale Koinè di Arezzo,

“Cosa abbiamo imparato? – si è chiesta Spinelli. Ad esempio che ci sono risposte troppo cristallizzate. Il sistema della presa in carico delle persone sembra essere cronologicamente inserito nell’epoca della mezzadria con famiglie allargate. La realtà, oggi, è drasticamente diversa: quel modello sociale non c’è più. I modelli elaborati da Koinè, come altre esperienze innovative in Toscana, devono essere i tasselli del futuro nuovo mosaico del welfare toscano”.

Occorrono quindi riflessioni e azioni innovative. Koinè ha proposto all’Assessora alcune esperienze che non solo vanno in questa direzione ma che l’hanno anticipata e anche di diversi anni: Casa di Michele, Casa di Pinocchio, Casa Partina.

“Koinè – ha ricordato la Presidente Grazia Faltoni – è al lavoro da 27 anni. Garantiamo tutti i servizi alla persona nel campo socio sanitario e assistenziale: anziani, disabilità, salute mentale, infanzia. Il territorio è al centro: lavoriamo in una cornice di comunità”.

Il Direttore generale Paolo Peruzzi ha evidenziato il costante lavoro anche di studio e di ricerca che rende Koinè pronta alle novità che devono essere introdotte:

“la crisi dei tradizionali modelli di welfare è stata generata dal progressivo divario tra i bisogni della comunità e un modello di welfare tarato sulle cosiddette preferenze dell’”uomo statistico” e non dell’uomo in carne e ossa. A partire dagli anni Novanta, Koinè ha progettato e realizzato nuovi modelli di lavoro con le persone disabili, di organizzazione dei servizi per l’infanzia, di lotta alla istituzionalizzazione. E lo ha fatto proprio sulla base del ragionamento dell’assessora Spinelli: la società di oggi è ben diversa da quella alla quale sono rimasti ancorati i grandi burocrati. Il nostro lavoro ha ottenuto significativi riconoscimenti europei: Koinè è valutata tra le esperienze più avanzate nel riconoscimento dei diritti delle persone nel sistema di welfare”.

Modelli che talvolta sono stati apprezzati ma non accreditati. Peruzzi ha ricordato la Casa di Michele, una piccola struttura per anziani nel quartiere di Pescaiola, che non è stata accreditata dalla Regione Toscana “perché troppo avanzata – ha sottolineato Peruzzi - per essere modellizzata nell’intero contesto regionale”.

Una decisione che ha amareggiato Koinè e che la stessa consigliera regionale Lucia De Robertis ha definito

“un graffio nell’anima”. Una struttura importante e innovativa, che rende una Rsa una casa e non un ospizio, una famiglia e non un aggregato indistinto di anziani. “Koinè – ha sottolineato De Robertis – è una realtà sempre più importante per la qualità e la varietà dei servizi che offre. Cooperativa che ha sempre messo al centro la persona, lontana dalla logica degli appaltifici e che è radicata nel territorio. Si evolve in rapporto ai bisogni delle persone. E’ una dei principali interlocutori della Regione sui temi del welfare”.

Nel corso della video conferenza di stamani sono stati illustrati oltre agli esempi della “diversità” del lavoro di Koinè: Casa di Michele, Casa Partina, Casa di Pinocchio, anche le attività di cooperative e consorzi quali Betadue e Coob, con gli interventi dei Presidenti Gabriele Mecheri e Michele Vignali.

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