"Festa del Sacrificio": la Comunità Islamica di Arezzo in preghiera per chiedere la fine della pandemia

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Questa mattina la Comunità Islamica di Arezzo ha organizzato una preghiera per celebrare il Sacrificio di Abramo, una vicenda ricordata anche nella Bibbia. Il momento, di grande intensità spirituale, ha avuto luogo nelle prime ore del mattino e ha interessato il parco Colle del Pionta, in collaborazione con l'Associazione Culturale del Bangladesh, e il parco "Aldo Ducci"

La "Festa del Sacrificio", la īd al-adhā, è celebrata annualmente nel mese lunare islamico di Dhū l Hijja in cui ha luogo lo Hajj, il famoso pellegrinaggio alla Sacra Moschea della Mecca, quinto pilastro dell'islam, intrapreso ogni anno da milioni di musulmani provenienti da tutto il mondo. La funzione religiosa che ha avuto luogo oggi ad Arezzo è stata un momento di grande profondità mistica: una preghiera che ha ricordato il Sacrificio di Abramo, episodio molto noto, contenuto sia nella Bibbia che nel Corano, in cui il Patriarca, per amore verso Dio, è disposto a sacrificare il proprio figlio.

La preghiera di stamattina ha avuto un significato molto particolare: dopo mesi di lockdown, in cui non è stato possibile svolgere la preghiera del venerdì, questo momento ha rappresentato un giorno di festa. Dopo l'impossibilità di ritrovarsi per celebrare la fine del Ramadan, il trend decrescente dei contagi del virus ha finalmente permesso una preghiera in presenza. Oltre a celebrare la īd al-adhā, è stata anche l'occasione per pregare per tutte le vittime del COVID-19 e per chiedere la fine della pandemia in tutto il mondo.

In ogni luogo in cui si è svolta la funzione religiosa, la Comunità Islamica aretina ha garantito l'osservanza da parte di tutti i fedeli dei protocolli anti-COVID. Questo ha permesso di vivere la festa con serenità, pur nel rispetto del distanziamento interpersonale. Un ringraziamento speciale va all'amministrazione comunale per aver concesso il nulla osta per svolgere la funzione religiosa nei due parchi pubblici di Arezzo: questo dimostra la sensibilità della comunità aretina nel rispetto della libertà di fede di altre confessioni religiose e la volontà di promuovere l'inclusione ad Arezzo.

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