A nuova vita l'archivio sonoro di Caterina Bueno: registrò centinaia di canti popolari toscani

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L’idea, finanziata dalla Regione Toscana, è quella di creare un’infrastruttura di ricerca che permetta di offrire, al contempo, un modello di trattamento e di descrizione di un archivio orale. L’obiettivo è quello di ridare voce agli archivi toscani mediante la descrizione, l’analisi, la fruizione di oggetti digitali, che in origine erano nastri, bobine e cassette contenenti parlato e cantato toscano.

Il progetto di ricerca, nella sua fase pilota, sempre attraverso il finanziamento della Regione Toscana ed il coinvolgimento di Università degli Studi di Siena, Istituto di Linguistica Computazionale di Pisa (CNR), Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, Unione dei Comuni Montani del Casentino, prevede la trattazione della documentazione sonora prodotta da Caterina Bueno (1943-2007), artista ed etnomusicologa toscana. L’archivio di Caterina Bueno, in origine localizzato presso due differenti possessori, è stato interamente digitalizzato. Esso è costituito da materiali legati alla ricerca sul campo e da documentazione relativa alla produzione musicale (prove, concerti) ed è strettamente legato alla documentazione “cartacea” prodotta e posseduta dalla stessa artista. Figura di spicco della seconda metà del Novecento, Caterina Bueno si è caratterizzata per la sua attività di ricerca che l’ha portata a raccogliere e a registrare centinaia di canti popolari toscani. Munita di chitarra e di un registratore intervistava i suoi cantori, eredi di un tempo perduto, nelle osterie, nelle aie di remoti paesini, nei luoghi di lavoro. Frequentò anche il Casentino dove ebbe alcuni dei suoi “informatori” come la “Caciana” di Stia. Le ingiustizie sociali, la fatica, la lotta, la povertà, la condizione delle don- ne, ma anche le ninna nanne e le filastrocche della tradizione popolare divennero gli ambiti privilegiati della sua produzione artistica. Caterina si mise al servizio di quel patrimonio poeti- co e politico, recuperandolo e reinterpretandolo con impegno civile e divenendo così la voce delle classi deboli.

Nel mese di agosto sono previsti due momenti di sensibilizzazione e restituzione del lavoro in corso di realizzazione presso i due ecomusei toscani di rilevanza regionale.

Il primo che coinvolge lEcomuseo del Casentino, in programma giovedì 6 agosto alle 16,30 in località Papiano, a Pratovecchio Stia (AR). Dopo i saluti Istituzionali, ci sarà la presentazione del progetto Archivio Vivo e a seguire “Maria Ringressi detta La Caciana una fonte preziosa per Caterina Bueno” a cura di Moreno Massaini; l’ascolto ragionato di alcuni brani dell’archivio Caterina Bueno a cura di Archivio Vi.Vo e l’intervento di Riccardo Tesi. La cena a carico dei partecipanti è prevista presso il ristorante Da Loris. Alle 21 ci sarà la proiezione del documentario “Caterina” di Francesco Corsi con la presentazione a cura del regista. Il secondo evento che coinvolge lEcomuseo della Montagna Pistoiese è in programma venerdì 7 agosto alle 16,30 nel giardino di Palazzo Achilli, a Gavinana San Marcello Piteglio. Anche qui dopo i saluti istituzionali sarà presentato il progetto e a seguire “La musica popolare nella montagna pistoiese” a cura dell’Ecomuseo della montagna pistoiese; l’ascolto ragionato di alcuni brani dell’archivio Caterina Bueno a cura di Archivio Vi.Vo e infine l’intervento di Pamela Giorgi. Alle 18 ci sarà il concerto di Maurizio Geri e Riccardo Tesi all’aperto presso il Giardino di Palazzo Achilli. Dopo le 19.30, al termine dell’esibizione, apericena presso il Ristorante/Albergo Franceschi (Gavinana) a carico dei partecipanti.

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