Smart working, lo studio di un'azienda aretina analizza pro e contro

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Sintra ha condotto una ricerca per valutare la qualità del lavoro e delle relazioni durante il coronavirus. L'azienda valuterà possibili futuri scenari di implementazione e organizzazione del lavoro domestico.

Uno studio su vantaggi, problematiche e sviluppo dello smart working. Ad averlo condotto è stata Sintra, realtà aretina specializzata in soluzioni web e business digitale, che ha approfittato dell'attuale situazione di emergenza per attuare nuove modalità organizzative del proprio operato e per indagare sui possibili scenari futuri di implementazione del lavoro domestico.

L'azienda ha effettuato una ricerca su un campione di 75 dipendenti e collaboratori a cui, dopo le prime settimane di sperimentazione e valutazione dello smart working, ha inviato un questionario per approfondire le diverse tematiche legate ai recenti cambiamenti vissuti nella quotidianità e nelle relazioni interpersonali.

"La piena attuazione dello smart working", commenta Valentina Chessa, responsabile delle risorse umane di Sintra, "è una conseguenza della diffusione del coronavirus, che ha imposto di portare avanti il lavoro in nuove modalità in termini di organizzazione di tempi, spazi e relazioni. Il nostro studio, a cui hanno risposto il 90% degli interpellati, sarà utile per approfondire se e come questa esperienza lavorativa potrà continuare anche al termine dell'emergenza".

Ad emergere sono stati soprattutto gli aspetti positivi legati allo smart working, evidenziati dall'efficientamento del tempo lavorativo e dalla maggior possibilità di conciliare vita lavorativa e vita personale, con un percepito miglioramento anche della qualità dell'operato. L'elemento maggiormente penalizzante del lavoro da casa è rappresentato dalla mancanza dei rapporti interpersonali e del confronto diretto con i colleghi, mentre alcune difficoltà sono state evidenziate dal 48% dei dipendenti collegate a problematiche tecnologiche quali la connessione a internet o a distrazioni dovute dalla presenza di altri familiari.

"Il 90% dei questionari", spiega Michele Barbagli, titolare di Sintra insieme a Gianni Bianchi, "sottolinea la bontà del lavoro svolto da casa ed esprime la volontà di continuare questa esperienza. A prevalere è la richiesta dell'alternanza tra il lavoro da casa e il lavoro in ufficio, perché le connessioni tecnologiche non annullano il valore del rapporto personale e del confronto diretto che in ambito professionale sono ritenuti fondamentali".

Lo studio condotto da Sintra ha, in sintesi, evidenziato come lo smart working possa essere attuato nei settori del web senza perdere produttività ed efficienza. In quest'ottica, l'azienda utilizzerà la ricerca per proiettarsi verso il futuro e per valutare la possibilità di una nuova organizzazione, capace di innalzare in parallelo la qualità della vita professionale e domestica dei propri dipendenti.

"La forzata e rapida riorganizzazione dovuta alla situazione sanitaria", conclude Marcello Spreafico, analista dei dati di Sintra, "ha modificato mentalità e comportamenti, ma il lavoro è proseguito nonostante le distanze con responsabilità ed efficacia. La sfida è ora di strutturare nuovi modelli organizzativi tra ufficio e casa per proiettarsi al periodo successivo al COVID-19".

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