Gel antibatterico creato da studenti aretini contro il coronavirus

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Al Tecnico Agrario di Pieve Santo Stefano, nell'Istituto Camaiti, è stato creato dagli studenti un gel anti-batterico 

Da giorni non si parla di altro. Da quando è esplosa l’emergenza sanitaria, il virus, entrato da protagonista sovrano nei social, nella TV e nella stampa impone misure di contenimento anche dell’ansia e relativi timori, nonché un adeguato livello di conoscenza. Impossibile non parlarne a scuola, ma c’è chi non si limita a emanare circolare direttive e dare indicazioni sulle buone prassi. Al Tecnico Agrario di Pieve Santo Stefano che ha registrato quest’anno un’impennata di iscrizioni (i numeri esigui dell’anno scorso sono stati triplicati) nasce il gel anti-batterico creato in laboratorio dagli stessi studenti seguiti dai loro docenti.

L’idea del Dirigente Scolastico è semplice e così ce la riassume: “Ho riflettuto a lungo su quali misure avremmo potuto intraprendere per far fronte alla emergenza dichiarata e alla fine la risposta è arrivata dalla mia esperienza da docente di lingue straniere. Ho cercato la ricetta originale del prodotto noto come Amuchina quasi introvabile sul mercato per una crescita esponenziale degli acquisti. Niente di più immediato che stamparne una copia in versione originale Inglese e affidarla al prof, mio responsabile anche dell’Azienda Agraria”.

Con il supporto e la massima tempestività è stato convertito il piano acquisti, la scuola si è dotata degli ingredienti e in meno di due giorni è stato realizzato il primo stock della preziosa miscela.

“Abbiamo cercato di agire anche sul contenimento dell’ansia di ragazzi che hanno scelto il nostro convitto e sulla conoscenza dei dispositivi di protezione per le loro materie di indirizzo – prosegue la prof.ssa Laura Cascianini – i ragazzi vi hanno poi aggiunto la loro freschezza, rendendo ancora più gradevole il prodotto finale, già disponibile in due fragranze: aroma kiwi e arancia.”

 Nel laboratorio di Chimica dell’istituto di Pieve Santo Stefano si cerca quindi di reagire potenziando le azioni educative con un piccolo grande contributo per l’intera comunità scolastica.

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