A Sansepolcro la street art riproduce i capolavori di Piero della Francesca

. Inserito in Arte

 

Sono venuti a Sansepolcro per effettuare due interventi artistici nella città di Piero della Francesca. Si tratta di Eduardo Relero e Cubo Liquido: il primo, argentino, è arrivato direttamente da Madrid, mentre il secondo da Milano. Entrambi sono specializzati nella realizzazione di opere murali in 3D, cioè che riescono a riprodurre i rilievi e la profondità dei soggetti rappresentati.

“Abbiamo scelto questi due artisti – spiega l’assessore Gabriele Marconcini – perché la loro abilità nel riprodurre la terza dimensione crea un diretto parallelismo con la prospettiva di Piero della Francesca. La volontà che guida la realizzazione di questi due interventi è, infatti, proprio quella di rendere visibili a Sansepolcro opere di Piero custodite in altre città attraverso il linguaggio artistico contemporaneo della street art. A questo intento si lega poi un altro duplice obiettivo, ovvero quello della riqualificazione di angoli del centro storico che sono stati degradati da imbrattamenti e quello della piena valorizzazione del nostro patrimonio identitario”.

Eduardo Relero sta lavorando su una porta e una finestra murate in via Amidei (una traversa di via Sant’Antonio, tra via Buitoni e via Piero della Francesca), su superfici deturpate da tag e atti di vandalism. A lavoro completato, il cemento imbrattato lascerà spazio ad una rivisitazione del Battesimo di Cristo di Piero della Francesca.

“Si tratta di un omaggio a un’opera – continua l’assessore Marconcini – che Piero realizzò in quella che era la chiesa di San Giovanni in Val d’Afra, quindi vicino al punto che abbiamo scelto per l’intervento. Purtroppo la tavola lasciò definitivamente Sansepolcro per raggiungere il Regno Unito alla fine degli anni ‘50 del 1800. Così come è successo per l’Ercole, anche il Battesimo, esposto oggi alla National Gallery, tornerà simbolicamente a Sansepolcro. Inoltre Giuliano Amidei era un collaboratore di Piero della Francesca, quindi anche da un punto di vista toponomastico la collocazione individuata ci sembra coerente”.

Cubo Liquido sta invece effettuando il suo intervento in via Cherubino Alberti, in una finestra murata dell’ex complesso monastico di Sant’Agostino.

“In questo caso – puntualizza Marconcini – si è deciso di far raffigurare la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca. Tale scelta è stata compiuta per riportare in primo piano l’antica storia che riguarda la vicina chiesa di Sant’Agostino. Questa, infatti, prima di assumere l’attuale denominazione, un tempo era nota con il nome di Santa Maria e raccoglieva l’eredità dell’antica Pieve di Santa Maria in Boccognano, una delle primissime testimonianze storiche e architettoniche del nostro territorio. Un’opera dedicata alla Vergine potrà dunque contribuire a ricostruire una memoria storica che si lega alle pietre di questo luogo e allo sviluppo urbano della nostra città.”

Tags: Alessandro Ghinelli Piero della Francesca Gabriele Marconcini street art