"UT" di Scatragli, Fabio Migliorati presenta l'opera: "Ricordo, riconoscenza, auspicio" Ar24Tv

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Il critico d'arte Fabio Migliorati presenta l'opera di Scatragli che da domenica farà bella mostra di sé di fronte all'ingresso dell'ospedale San Donato di Arezzo: "Ut è un omaggio ai morti per covid, nello stesso tempo di riconoscenza verso il personale medico. Unitarietà: realizzato grazie all'impegno di una ventina di soggetti aretini"

Insieme per ricordare e ringraziare

Da Arezzo il primo omaggio istituzionale dell'arte, alle vittime del COVID-19

di Fabio Migliorati

L’umanità ha avuto senso davvero per poco tempo senza la necessità di esprimersi, cioè comunicare per creatività. La prima compiuta e notevole storia di civilizzazione sorge infatti con l’arte (rupestre), seppure non ancora definita tale. L’arte rappresenta una delle più vivide connotazioni espressive della sensibilità umana, e domenica, da Arezzo, si fa dolorosa testimonianza di tragedia, soccorso, conforto di una comunità segnata dal Coronavirus. L'operazione si chiama C-Time Project e presenta l'arte “al tempo del virus” tramite UT, il monumento firmato Enzo Scatragli, a cura di Fabio Migliorati con la partecipazione di Giovanni Grasso (OPI, Arezzo), dedicato a chi ha conosciuto e patito gli effetti del (nuovo) virus.

L’Ospedale San Donato, da domenica 21 marzo alle ore 11 accoglie degenti, parenti, personale interno con l'arte, l’arte che ricorda i morti e celebra i vivi: la lotta dei malati, il traguardo dei guariti, la vicinanza dei congiunti e dei parenti, la speranza degli amici, l’infaticabile professionalità degli operatori: medici, infermieri, personale sanitario tutto, volontari. L'evento sarà introdotto da un messaggio del Ministro della Sanità Roberto Speranza, e si svolgerà alla presenza del Presidente della Commissione Cultura del Senato, Riccardo Nencini; del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani; del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Toscana Sud Est, Antonio D’Urso; della Prefetta di Arezzo, Anna Palombi; del Presidente del Gran Premio Internazionale Leone d'Oro di Venezia, Sileno Candelaresi; del Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo, Giovanni Grasso; della Presidente della Provincia di Arezzo, Silvia Chiassai; del Sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli; del Vescovo della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Riccardo Fontana; di Consiglieri Regionali e Comunali del territorio; di sponsor e sostenitori.

L'opera dell'artista aretino Enzo Scatragli si fa, insieme, presenza e assenza di tanti, troppi nomi. Il suo obelisco contemporaneo rappresenta la spiritualità che sprigiona dall’essenza di ogni individuo coinvolto nel dramma, la cui intimità si connatura nell’esperienza della condivisione di quel dolore. UT, prima fase del progetto C-Time, con il Patrocinio di Regione Toscana, Federsanità ANCI, FIASO, FNOMCeO, FNOPI, Provincia di Arezzo, Comune di Arezzo, Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, è un segno pesante con cui l’arte intercetta tutti coloro che, in vari modi e per vari motivi, spartiscono il loro tempo più o meno tragicamente “con la malattia”. L'arte partecipa a un processo dell’esserci, qui e ora; aderisce a una sicura, futura vittoria che contiene tuttavia sconfitte; interviene in una guerra che verrà sì vinta, ma a suon di battaglie perse.

Scrive Fabio Migliorati: "Il linguaggio dell'artista racconta il suo vissuto con una specie di strana forza figurale, pur senza usare mai, o usare poco, la figura. Questo lavoro, nello specifico, funziona per vasti concetti di pochi soggetti; sul mondo dell'autore agiscono e insistono possenti codici intimisti: realtà che da oggettive si fanno personali, ma non per forza filosofiche né mai troppo poetiche. L'immagine di quest'arte, antica e moderna insieme, fa pensare a quella che talvolta è una necessità superflua di rappresentare le nostre azioni e i nostri gesti del quotidiano, sostituita invece, qui, con quella urgente, più autentica, del coglierne lo spirito, il carattere universale e atemporale".

E il senso delle parole del Critico aretino è ripreso da quelle di Antonio D'Urso, Direttore Generale AUSL Toscana Sud Est, che sottolinea da un differente punto di vista come "L’arte può essere una straordinaria compagna di viaggio in questo lungo e difficile cammino per uscire dall’emergenza Covid. Lascia segni nella memoria: non dovremo mai dimenticare quanto è accaduto e quanto sta ancora accadendo. Nel rispetto di chi non c’è più e per non trovarci impreparati in futuro. L'arte crea riflessioni e sappiamo quanto oggi ci sia bisogno di razionalità e di logica di fronte ad atteggiamenti che fanno leva solo su paura ed emotività; essa riporta lo sguardo sulla bellezza e quindi ci aiuta a non rimanere piegati solo su un presente difficile e duro. Memoria, razionalità e bellezza ci sostengono nel mantenere forte una speranza vera, che matura nella certezza di superare l’emergenza Covid. Grazie a chi ha pensato questa statua, a chi l’ha commissionata e, ovviamente, all’artista che l’ha realizzata. Da Direttore Generale di questa Azienda, mi permetto di considerarla, proprio in funzione del luogo dove è collocata, anche un riconoscimento all’intera nostra comunità professionale".

Il lavoro di Enzo Scatragli è una formula poeticamente simbolica della presenza umana; è una traccia di assoluto, un’orma viva anche di fine, di termine, di negativo, sebbene proprio perciò sia una “storia positiva”. L’immagine creativa contemporanea si presta così allo spirito drammatizzato di una comunità, e lo fa nella funzione di una delle sue versioni più forti: perché l’arte custodisce il supremo segreto dell’adattamento; perché varia sempre per non cambiare mai e valere di continuo. Così emana risorse emozionali a misura del nostro sentire; la sua voce è la nostra: sempre nuova e costante nella rappresentazione – con un peso troppo specifico per non diventare universale, fino a contare per ognuno e dunque per tutti.

C-Time Project è stato voluto dall'AUSL Toscana Sud Est che ringrazia l’artista Enzo Scatragli per la generosa e apprezzata donazione; è realizzato con il contributo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo, dell’Ordine dei Medici di Arezzo e della Toscana, dei Tecnici delle Professioni Sanitarie di Arezzo; è sostenuto da OPI Arezzo, Gran Premio Internazionale Leone d'Oro di Venezia, SAIMA Sicurezza, Cosmos edilizia, CALCIT, Biomedical Pharma Branch of Power Metal Italia, MM Operations, UNOAERRE, Artemarmi Tuberoni Heros, Legor Group, Artel, Fondazione Cesalpino, Fondazione Monnalisa, Gutenberg, Dormi da Re Sanitaria, Arezzo Passioni Festival, Rotary Club Arezzo, Lolivito. Media partner: Teletruria.

ENZO SCATRAGLI – Castiglion Fiorentino, Arezzo 1949 – è scultore, orafo, medaglista, incisore. Nel 1979 realizza il grande Crocifisso per Papa Giovanni Paolo II nella Chiesa di San Tommaso d'Aquino in Roma. Nel 1984 inaugura una sua personale a Palazzo Barberini (Roma), alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Del 1992 sono trentotto le opere al Complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande, sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Roma), presente il Presidente del Senato Amintore Fanfani. Nel 2002 espone trenta lavori a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio Regionale della Toscana (Firenze). Ispirato dall'arte orafa etrusca e da scultori italiani come Manzù e Greco, Scatragli è un esponente del moderno realismo che unisce influssi istintivi etruschi a elementi simbolicamente figurativi. Si è dedicato anche alla realizzazione di numerose opere pubbliche, tra le quali il Monumento alla Vita sullo Scalone d'Onore del Senato (Roma); il Monumento allo Sport, quello a Carlo Zucchi, la Targa della Memoria (Arezzo); il Monumento a Gino Severini (Cortona); il Sudario della Fede, Basilica superiore (Assisi). Vive e lavora in Arezzo.

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Nicola Brandini

Nicola Brandini

Laureato in Lettere tra Arezzo e Bologna. Residente in Valdichiana ma vivente ad Arezzo, dove lavora come addetto stampa nella società di calcio della città. Gli piace ascoltare storie, raccontarle e mangiare pizza. Alto, biondo, occhi azzurri ma momentaneamente sprovvisto di cavallo bianco. Un giorno vorrebbe essere un giornalista, nel frattempo prova a farlo.