Il mito di Matelda dei conti Guidi di Poppi protagonista dell'opera di Laura Lorenzini

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Il mito di Matelda, con il suo fascino eterno, ispira l'artista toscana Laura Lorenzini, che, ammaliata fin da piccola dalla leggenda della contessa , la immortala in uno dei suoi pregevoli carboncini su carta, in una libera interpretazione che va oltre all'aspetto  meramente rievocativo.

Matelda è il fantasma, noto nel Casentino, della contessa che ancora albergherebbe nel Castello di Poppi e precisamente nella torre.

Nel XIII° secolo la contessa, appartenente al nobile casato dei Guidi, signori di Poppi, donna di una bellezza straordinaria, sposa un uomo molto più anziano di lei.

Il matrimonio – combinato - non la soddisfa certamente e Matelda, durante le lunghe assenze dell'anziano coniuge, riceve in privato i giovani più belli della zona. Per non alimentare i sospetti e incorrere quindi nell'ira del marito tradito, la contessa fa sparire gli amanti del momento. Con la motivazione di farli uscire dal castello, li conduce verso un passaggio segreto che finisce con una botola con lame taglienti: gli amanti vengono dilaniati e spariscono in questa maniera atroce.

Dopo anni di sciagurati delitti, gli abitanti della zona, consapevoli dei costumi e delle abitudini criminali di Matelda, cingono d'assedio il castello e murano viva nla contessa nella torre. Matelda muore di fame e la sua anima persa rimane a vagare imprigionata nell'edificio in eterno. Alla torre del castello di Poppi viene data la denominazione di “Torre dei Diavoli”.

Nel trascorrere dei secoli, alcuni si sarebbero imbattuti nel fantasma di Matelda, desiderosa di incontri carnali con giovani uomini, ma le avrebbero resistito, nonostante la bellezza spaventosa dell'ombra della contessa.

Nadine immagina la contessa del casato dei signori Guidi con il volto 'dimidiato', ossia rappresentato in una sola metà, a rappresentare il tormento e la morbosità che finisce per sfigurare lo specchio di un'anima persa, tra dolore, spasmi, perversioni e delitti.

L'artista pone l'accento su tre elementi carichi di significato: i lunghi e sciolti capelli scuri, le labbra - abbastanza carnose ma non volgari - e un occhio grande, penetrante e seducente, con uno sguardo ammaliatore con il quale la contessa – spettro dopo la morte - conquistava i malcapitati amanti.

L'artista Laura Lorenzini, nata il 1° gennaio 1988 a Viareggio, dove tuttora vive e opera, ha trascorso parte dell'infanzia a Carrara. Nel corso degli anni sviluppa la sua vocazione al senso delle immagini e ha un vivo desiderio di immortalarle. Fotografa della Natura e degli animali, decoratrice, pittrice e disegnatrice, predilige immagini mitiche ed esoteriche, leggende popolari, specie quelle toscane, e la Natura intesa nel senso più elevato del termine.

Eloquenti i titoli di alcune delle sue opere: “La Sirena viareggina”, “La Sirena apuana”, “Energie esoteriche”, “L'incantatrice”, “Il fuoco purificatore”, “Energie lunari”, “Ecate misteriosa”, “I passaggi della vita” e “La Farfalla della Fortuna”. Inoltre, in omaggio al Maestro Giacomo Puccini, ha realizzato un carboncino su carta raffigurante Turandot, attualmente parte di una collezione privata.

Un interessante articolo sulla giovane e promettente artista toscana è stato – infine - recentemente pubblicato sul sito della trasmissione radiofonica “Voce – Dall'Italia all'Argentina” sull'emittente radio del paese del Sud America CNN Radio Rosario, sulle cui frequenze Nadine sarà intervistata a luglio nel corso dell'ormai classico appuntamento del sabato pomeriggio dedicato agli italo-argentini.

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