CB2: chiuse le tane che minacciavano l'argine del Vingone

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Nonostante l’emergenza sanitaria, intervento urgente ad Arezzo per eliminare frane e cunicoli dall’argine sinistro del torrente. Serena Stefani (Presidente CB2): “L’attività del Consorzio sul campo continua per eliminare alcune criticità che risultano indifferibili e urgenti per la difesa del territorio”

Un argine-groviera, sforacchiato dalle profonde cavità e dai complessi cunicoli scavati dai roditori e interessato da significativi smottamenti e sormonti. Sulla riva sinistra del Vingone, in un’area di Arezzo caratterizzata dalla presenza di diverse abitazioni e costeggiata dalla strada comunale della Sella, l’opera idraulica versava in pessime condizioni. Con un intervento da quindici mila euro e operai al lavoro anche in tempi di Coronavirus, il Consorzio 2 Alto Valdarno in poco tempo è riuscito a ripristinare la completa stabilità e la funzionalità della struttura di contenimento.

“L’operazione era urgente, indispensabile ed indifferibile – spiega Serena Stefani, Presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno – per garantire la salvaguardia dell’arginatura e la funzione di presidio che questa svolge”.

Redatto il progetto, sono decollati i cantieri ed è partito l’intervento che ha richiesto lavorazioni di scavo, rimodellamento, creazione di piste di accesso, potatura e rimozione delle alberature nella misura necessaria al raggiungimento delle aree di lavoro e per fare lo spazio utile al movimento dei mezzi meccanici.

“Gli scavi effettuati lungo l’arginatura oggetto di intervento – spiega l’ingegner Beatrice Lanusini che ha seguito con la collega Chiara Nanni le operazioni – hanno portato alla luce enormi voragini e profonde cavità scavate da roditori. La complessità della situazione ha richiesto, con il via libera del Genio Civile Valdarno Superiore , un’attenta ricostituzione del corpo arginale con la posa di materiale idoneo per ripristinare i tratti cedevoli. Nel corso dei lavori sono state potate alcune querce che hanno così riconquistato la necessaria stabilità. Tre piante sono state rimosse per ragioni di sicurezza: un paio infatti insistevano sull’area interessata dalle tane; la terza si presentava pericolosamente ricurva verso l’alveo”.

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