Belvedere, quarta porta della Fortezza: nuovi rinvenimenti, testimonianze storiche e fuciliere Ar24Tv

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Si chiama Belvedere ed è il bastione della Fortezza da cui, non a caso, si guarda oltre: viale Buozzi, i tetti della città, fino alla zona Giotto e alle colline che cingono la piana di Arezzo. A lavori conclusi, si presenta nella sua nuova veste

Tra i cinque della Fortezza, era il bastione rimasto indietro nel progetto di recupero, quasi ripiegato su se stesso, come a doversi ancora rialzare dopo lo schianto causato dalle mine napoleoniche.

Il sindaco Alessandro Ghinelli:

“adesso, a lavori conclusi, si presenta nella sua nuova veste, quella di quarta porta della Fortezza, dopo la principale e gli ingressi del ponte del Soccorso e del bastione del Soccorso. L’accesso diventerà effettivo e fruibile quando sarà ultimato il vialetto che lo collegherà a via Bruno Buozzi, per realizzarlo è stato sfruttato lo squarcio esistente subito, lasciato come testimonianza storica degli eventi accaduti durante il periodo dell’occupazione francese di Arezzo a cavallo tra Sette e Ottocento. Avere previsto un quarto ingresso ci permette inoltre di aumentare il numero potenziale di spettatori, all’interno della Fortezza, da 800 a 1.600. Resta il problema del solaio di copertura del serbatoio di cui ci occuperemo, insieme a Nuove Acque, una volta terminata la mostra di Mimmo Paladino”.

“Un anno e mezzo di lavori – ha aggiunto il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – per i quale ringrazio i tecnici comunali, a partire in questo caso da Mauro Torelli, che contribuiscono in prima linea al recupero del patrimonio cittadino”.

Dal futuro ingresso del bastione Belvedere, una rampa porta al livello del camminamento di ronda.

“La Fortezza – ha aggiunto il sindaco – si è dimostrata un autentico scrigno che ha reso necessari step di approfondimento e indagine storico-archeologica, per rilevare l’andamento delle murature o individuare eventuali testimonianze di epoche antiche e medievali. Con il bastione del Belvedere, il recupero del manufatto può dirsi sostanzialmente concluso. Abbiamo un tesoro, continueremo a valorizzarlo”.

E anche il Belvedere, in effetti, si è svelato, liberando dal terreno che le nascondeva, totalmente o parzialmente, volte e contrafforti. È stata così inserita nel progetto di recupero la realizzazione di scale e di una passerella, simile a quella già realizzata per il bastione della Diacciaia, che vano per vano s’inseriscono all’interno delle parti murarie in modo da unire i dislivelli e creare un passaggio largo un metro e 80, munito di parapetto. Contemporaneamente è stata restaurata una scala preesistente in muratura, che funzionava come trat d’union tra i vani e che tuttavia non viene resa praticabile per motivi di sicurezza.

Le parti in muratura sono state adeguatamente consolidate mentre per quanto riguarda l’arco sul lato destro del primo vano, dopo una serie di indagini e verifiche, è stato dotato di nuovi appoggi a sostegno dell’imposta gravemente danneggiata dalle mine. L’intervento di consolidamento della volta posta a copertura di un secondo vano, di minori dimensioni, anch’essa danneggiata gravemente da uno scoppio, ha comportato la messa in opera di una doppia trave in cemento armato. Infine, ai piedi del bastione sono state riportate alla luce e rese accessibili le fuciliere. A queste si può accedere solo da qui e non altre parti della Fortezza.

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Massimo Gianni

Massimo Gianni

giornalista iscritto all’Ordine dal 1988, collabora con testate giornalistiche televisive e radiofoniche.