Politica
Monte San Savino, fuochi politici di fine anno
“E’ appena passato Natale, siamo tutti più buoni, ma la sintesi non può che essere questa. Di fronte al comportamento della maggioranza di centro destra 52048-Rinasci noi non possiamo tacere”. Così Antonio Marzullo, capogruppo della lista “Per Monte San Savino”.
“La maggioranza non riesce proprio ad accettare che ci sia in Consiglio una minoranza che non giudica positivamente il suo modo di agire e che, nel pieno rispetto delle prerogative regolamentari, osa esporre un punto di vista diverso dal suo.
La maggioranza definisce “comizi” gli interventi della minoranza che, di fronte a risposte elusive ed insoddisfacenti alle sue interrogazioni, argomenta le proprie posizioni.
La maggioranza pretende di stabilire cosa deve o non deve dire la minoranza e quali parole deve utilizzare: la vicesindaco addirittura si inalbera quando sente dire “Centro- destra”. Non è forse il “Centro-destra” o “destra” e basta l’area politica che l’ha sostenuta con tanto di dichiarazioni pubbliche nell’ambito delle elezioni amministrative di Monte San Savino? Se ha scrupoli etici al riguardo, non è cambiando nome alle cose che li risolve.
La maggioranza dovrebbe sapere che il Consiglio comunale è una sede di discussione politica e non è un’aula di scuola elementare di antica memoria con la maestrina in cattedra che bacchetta i suoi allievi.
Davvero singolare è la lamentata mancanza di rispetto alla figura della “Presidente del consiglio Comunale” in quanto donna. Singolare ed assolutamente priva di fondamento: basta rivedere il consiglio comunale in streaming per rendersene conto.
Tutto questo non è tollerabile. Siamo minoranza in Consiglio e rivendichiamo con forza il nostro ruolo. Non abbasseremo mai la testa e ci opporremo ad ogni tentativo di impedire la libera espressione delle nostre posizioni. Il Consiglio comunale è un luogo di democrazia e non un’aula di tribunale speciale in cui il “Giudice unico e supremo” stabilisce chi deve parlare e cosa deve dire.
Si domandi, invece la maggioranza e la vicesindaco-presidente del Consiglio, se ritiene rispettoso del Consiglio e di ciascuno dei suoi componenti l’aver consentito l’intervento in Consiglio come “tecnico” dell’allora Presidente della Provincia di Arezzo Silvia Martini Chiassai al fine di illustrare, senza aver alcun incarico specifico, un punto all’ordine del giorno, in totale spregio delle norme regolamentari. Era ed è evidente a ciascuno come la sede istituzionale sia stata messa a disposizione dell’ex Presidente della Provincia e candidata alle imminenti elezioni provinciali per meri fini elettorali e propagandistici: un intervento-comizio, dunque, in una campagna elettorale, che è risultata, è bene sottolinearlo, perdente. Il viaggio gioioso in pulmino dell’intera maggioranza si è scontrato con la dura realtà. L’arroganza, in questo caso, non ha pagato e la candidata, così fortemente sostenuta dai nostri prodi, è stata sconfitta.
Vibrati e ripetuti in Consiglio sono stati i richiami ad attenersi negli interventi all’argomento oggetto del dibattito, ma evidentemente, questo non valeva per la maggioranza.
Infatti, abbiamo ascoltato un “fuori programma” sulla ricognizione dei crediti dell’amministrazione e sulla ovvia necessità di fare ogni sforzo per recuperarli. Ovvio, se solo alle parole seguissero i fatti, ma nessuna indicazione operativa conseguente è stata data. Quindi ancora una volta grande clamore e, temiamo, scarsissima operatività.
Ma anche i numeri lasciano perplessi: quelli snocciolati dalla Vice-sindaco in Consiglio e poi dal Sindaco nei comunicati-stampa sono “discutibili” per almeno due motivi:
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Il primo. Parte delle cifre sbandierate come da incassare sono già state incassate per effetto dell’azione di recupero svolta dagli uffici preposti per obbligo di legge. E così riconsiderata la somma scende di diverse centinaia di migliaia di euro;
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Il secondo. Le somme riguardano un periodo di tempo medio ultra-decennale e sono in linea con quanto succede in tutti i comuni della nostra provincia.
Nulla di eclatante o aberrante, dunque, come invece sembra risultare dai proclami della maggioranza. Ci sembra profondamente sbagliato comunicare cifre sbagliate per esagerare il fenomeno e far apparire i cittadini di Monte San Savino come un popolo di evasori parassiti. A chi giova?
L’impegno a recuperare i crediti dell’amministrazione comunale ci trova completamente d’accordo purché si passi dagli annunci ai fatti concreti. Siamo stufi di annunci mirabolanti ai quali segue il nulla assoluto se non quando si devono gratificare amici e sostenitori.
Non ci piegheremo alle prepotenze di una maggioranza che vende come verità assolute sconclusionate ricostruzioni mistificatorie della realtà e pretende di ridurre al silenzio le minoranze.
Facciamoci i migliori auguri affinché il Consiglio Comunale possa recuperare piena agibilità politica ed istituzionale. Noi ci impegneremo al massimo”.




