Politica
Quel Santo va troppo in giro
“Si è concluso l’infruttuoso (per Castiglion Fiorentino) periodo in cui la nostra Pinacoteca ed il Museo degli Uffizi hanno effettuato uno scambio di dipinti raffiguranti “Le stimmate di San Francesco”. Mentre la pala di Bartolomeo della Gatta, considerata da decenni un vero e proprio capolavoro, ha trascorso il suo periodo fiorentino inspiegabilmente sistemata tra due sculture di epoca romana, lungo un corridoio nel quale la vera attrazione era considerato dai visitatori il panorama che si poteva godere da una vetrata, il quadro del Cigoli ha sonnecchiato al Cassero, attendendo inutilmente quelle improbabili frotte di turisti annunciate dall’ Assessore alla Cultura e che si sarebbero dovute pericolosamente assembrare nelle risicate ore di apertura del locale complesso museale. Un museo dove si accede senza pagare un biglietto, senza quindi che si possa avere un serio riscontro sui flussi di visitatori che solo lo stesso Assessore Lachi ed altri suoi colleghi ogni tanto raccontano risibilmente essere “milioni di milioni”… Nel celebrare questo scambio che per onor di firma doveva assolutamente difendere, lo stesso Assessore – in una dichiarazione di questi giorni – ha annunciato anche un prossimo nuovo viaggio dell’ opera castiglionese verso il Museo di Rovereto. In verità, più che di un annuncio, si è trattato di una affermazione fatta piuttosto alla chetichella, uno stile molto diverso da quello delle fumose arringhe – all’indomani dell’Epifania continuiamo ad essere tutti più buoni – di cui sempre più spesso si rende protagonista in Consiglio Comunale, a scapito di più concrete ed utili argomentazioni. In relazione a questo nuovo e per noi inopportuno trasferimento di quella che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del nostro Museo, abbiamo inoltrato a Sindaco ed Assessore una articolata interrogazione, nella quale – elencando i motivi di quella che riteniamo appunto un’altra inutile ancorché dannosa iniziativa – abbiamo chiesto conto di tutta una serie di adempimenti non solo burocratici sui continui viaggi dell’opera che, ricordiamo, già nel 2015 aveva raggiunto Milano in una discutibile mostra a corollario dell’ Expo, dopo essere stata ancora a Firenze, e questo solo alla fine di un viaggio dai contorni ancora ad oggi poco chiari. Ieri, dalle colonne del “Corriere della Provincia di Arezzo” – a conferma di come l’ Assessore sia allergico a qualsiasi richiesta di chiarimento sulle sue iniziative – egli, con la supponenza e la tracotanza che sempre più lo contraddistinguono, ha definito la nostra “non una INTERROGAZIONE, ma un “INTERROGATORIO”; resta il fatto che, magari pure con la formula de “a domanda risponde”, noi siamo comunque in attesa che stavolta, e questo sì che sarebbe un evento, l’Assessore risponda entro i 10 giorni previsti dal regolamento comunale. Ma non è tutto! Dal virgolettato che si riferisce alla sua dichiarazione abbiamo inoltre appreso che la permanenza del dipinto di Bartolomeo della Gatta in Trentino durerà da Maggio a Settembre!! Questo è in pratica il primo annuncio della nuova tristissima stagione estiva castiglionese che ci aspetta, che magari altri registi “scollacciati” – in cambio di una targhetta e di una lauta cena – verranno invitati a salvare. “La politica del fare” è il ritornello ripetuto in questi giorni dall’ Assessore che, senza citarci, tenta di rilanciare di fronte alle nostre legittime e doverose richieste di chiarimento in merito anche ad altre situazioni da lui gestite…vorremmo segnalare che, dovunque lo si voglia inserire, questo slogan va completato con un bel “NON”.




