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domenica | 30-11-2025

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Cronaca

Arezzo, rissa con asce, mazze e coltelli: è guerra per il mercato della droga. Tre persone arrestate

Le indagini erano partite nel pomeriggio di sabato scorso. Quel giorno, alla centrale operativa dei Carabinieri era stata segnalata in zona via degli Accolti ad Arezzo una rissa tra cittadini stranieri. I residenti, che avevano riferito dello scontro tra una decina di persone, erano rimasti impauriti dalle grida e da rumori, così forti da far pensare a colpi di arma da fuoco. In pochi minuti le pattuglie della sezione radiomobile erano giunte sul posto, rinvenendo solamente alcune persone all’interno di un appartamento. Gli aggressori erano riusciti a scappare. L’attività investigativa immediatamente avviata, fondata sulle acquisizioni testimoniali e sulla visione delle telecamere pubbliche e private di tutta la zona, ha consentito di raccogliere importanti elementi sull’identità di alcuni aggressori, facendo ritenere che lo scontro fosse riconducibile a riassetti nello spaccio di stupefacenti nella città di Arezzo da parte di gruppi criminali albanesi. Stanotte, pertanto, i Carabinieri della stazione di Arezzo e della sezione operativa della compagnia, hanno effettuato una serie di perquisizioni. Nella disponibilità di due uomini e una donna albanesi, classe 1986, 1996 e 1998, residenti ad Arezzo, sono state trovate asce in acciaio, mazze e coltelli “combat”, ma le operazioni di ricerca hanno consentito di rinvenire anche, 300 grammi circa di cocaina purissima, suddivisi in un involucro sottovuoto da 250 grami e in altre dosi, alcuni grammi di marijuana, circa 30.000 euro ritenuti provento dell’attività di spaccio e materiali per il confezionamento dello stupefacente. Il panetto principale, in particolare, era nascosto in una cantina affidato alla vigilanza della giovane donna, senza pregiudizi di polizia e quindi meno sospettabile. Nascosta, è stata inoltre trovata la contabilità dell’attività illecita di spaccio, con l’indicazione analitica degli intermediari e degli acquirenti. I tre sono stati arrestati per detenzione ai fini di commercializzazione illecita in concorso ed associati alla casa circondariale di Firenze – Sollicciano, in attesa delle decisioni della Procura della Repubblica di Arezzo.   

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