Attualità
Ciao Gigi
Aveva sempre ironizzato sulla sua data di nascita: “Che dobbiamo fa’? La data è quella che è, il 2 novembre“. Gigi Proietti è deceduto per gravi problemi cardiaci in una clinica romana. La sua è una carriera ricca, unica, lunghissima, più di mezzo secolo in scena, sul set, a teatro, al cinema e in tv.
Quel giorno era il 27 giugno 2017: un’affluenza del genere non s’era mai vista al Passioni Festival di Arezzo, rassegna curata dal direttore artistico Andrea Scanzi e coordinata da Marco Meacci e Mattia Cialinii. Arena Eden sold out, centinaia le persone rimaste fuori ma che si fermarono per ascoltare le parole di Gigi Proietti davanti al maxi schermo piazzato per l’occasione negli spazi del giardino dell’Eden. Alla fine si conteranno più di mille presenti al gran finale della seconda giornata della quinta edizione estiva, con Gigi Proietti salutato da una lunga standing ovation tributata dal grande pubblico aretino. Aveva appena narrato per cinquanta minuti ininterrotti storie e aneddoti, suscitando applausi e risate. I mille dell’Eden letteralmente rapiti dai racconti del mattatore romano. “Facevo il teatro di ricerca, quello che ‘ci vuole l’astrologo per capì’. Ma è stato proprio il teatro a darmi la popolarità e il successo”. E poi i racconti (e le imitazioni) legate a figure leggendarie del cinema come Federico Fellini, Vittorio Gassman, Robert Altman. “Girai un film americano sul lago Michigan assieme a Gassman. Ci inventammo una scena con turpiloquio in italiano. Piacque così tanto, che rimase tale e quale nel film”.
Artista geniale, istrionico, poliedrico, Gigi Poietti ha trascorso gran parte della sua vita sui palcoscenici di tutta Italia. Attore sopraffino, regista e cantante, ha attraversato decenni di teatro, cinema e tv, e ha prestato la voce a star come De Niro, Hoffman e Stallone. Ha iniziato a calcare le scene dagli anni 60, poi ha lavorato in diversi film, da ‘Febbre da cavallo’ a ‘Tosca’. Il successo in teatro e al cinema era stato confermato in tv con la serie ‘Il maresciallo Rocca’. Nel 2002 il ritorno sul grande schermo con il sequel ‘Febbre da cavallo – La mandrakata’, diretto da Carlo Vanzina e di recente era stato Mangiafuoco nel ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone.
Le dichiarazioni a Radio Italia 5 subito dopo l’intervista di Scanzi:





