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domenica | 30-11-2025

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Diario di Bordo

Le due preoccupazioni. Che diventano tre

Lo “standard” di diffusione della pandemia, anche qui da noi, si attesta stabilmente intorno al 5% dei tamponi effettuati. I ricoverati sono, ad oggi, 35 nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale San Donato e 6, i casi più gravi, nel reparto di Terapia intensiva. Questo è il primo problema, di ordine sanitario, dunque: la patologia covid è quella che produce, rispetto ad altre, il maggior numero di ricoveri, con la crescente preoccupazione del prossimo esaurirsi dei posti letto. Un ospedale che ha tanti letti occupati da malati covid, è un ospedale che opera in sofferenza, con organico insufficiente, che cura peggio i malati di altre patologie. La nostra sanità è strutturata per lavorare in un regime di normalità, non certamente in sovraccarico per un lungo periodo. Oltre a quello riguardante l’aspetto dell’organizzazione sanitaria, l’altro elemento che maggiormente preoccupa è senza dubbio quello della situazione economica, se è vero che il contraccolpo negativo è destinato a durare tre anni, che l’aumento dei deficit pubblici nei Paesi avanzati si piazza attorno al 20% dei loro Pil, con una crescita altrettanto rilevante degli indebitamenti dei governi. Nei 37 Paesi dell’Ocse la disoccupazione è passata dal 5,3% del 2019 al 9,7%. Nel secondo trimestre il commercio globale è sceso del 18,5%. Per la Toscana, con tutta la filiera turistica, per Arezzo e la sua provincia, vocate a produzioni d’eccellenza e all’export, si prevede un decremento del Pil superiore a quello della media nazionale, un recupero nel 2021 solo parziale (stimato intorno al 5%) e con un quinto delle imprese a rischio chiusura. Quel che è peggio: gli imprenditori di ogni settore, che non hanno la sfera magica, trattandosi di una crisi del tutto inedita e dal perimetro ancora non misurabile, non sono in grado di programmare azioni a breve o medio termine. In questo quadro si inseriscono le nuove misure varate dal Governo nazionale, ispirate dagli stessi paradigmi della prima ondata di contagio: universali, in vigore su tutto il territorio nazionale, come se la situazione sanitaria ed economica lombarda fosse identica a quella toscana o pugliese. Al di là delle critiche sulle singole decisioni, pare “fuori tono” l’approccio governativo e complice il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, quando sembra voler firmare una delega in bianco dichiarando di volersi affidare “a un livello di intervento che ormai è giusto che veda il Governo protagonista“, laddove questa crisi, sanitaria ed economica, ormai appare chiaro, debba essere affrontata sul territorio e dal territorio.