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giovedì | 22-01-2026

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Economia

Decreto Liquidità, Faltoni: “Lavoro senza sosta per il personale delle banche aretine”

Com’è noto, con il Decreto Liquidità del marzo scorso, sono state concesse le garanzie pubbliche ai finanziamenti chiesti dalle imprese italiane e dai liberi professionisti, per far fronte alla crisi causata dall’emergenza virus. Dopo le prime settimane di incertezze e difficoltà per passaggi normativi poco chiari, le procedure entrarono a regime, veicolando centinaia di migliaia di istanze a livello nazionale; un numero questo, certamente elevato, ma di molto inferiore ai soggetti potenzialmente interessati (attorno ai 3/4 milioni). Altrettanto noto è che le suddette richieste di finanziamenti garantiti arrivano al Fondo di Garanzia PMI e a Sace (i due enti incaricati dallo Stato) direttamente dalle banche.

E, come in tutta Italia, il personale delle banche aretine ha lavorato senza sosta sul Decreto Liquidità anche nei giorni di Ferragosto, per garantire il migliore supporto alle aziende dei nostri territori; infatti, proprio in quei giorni, l’importo totale di garanzie richieste ha sfondato il muro dei 500 milioni di euro per 7.900 pratiche totali (quasi il 10% della Toscana), con una media di 64mila euro a richiesta.

Concentrando invece l’attenzione sulla caratura di prestiti più ordinaria, quella cioè che arriva a 30mila euro, dalle filiali delle banche della nostra provincia sono partite – dall’emanazione del Decreto e fino al 18 agosto – 6.770 domande per più di 133 mln. di euro e una media attorno ai 19.750 euro. La Toscana tutta ha inoltrato quasi 70mila pratiche per 1,3 mld. di euro; a livello nazionale, sono state circa 835mila le domande di garanzia arrivate a Sace e al Fondo di Garanzia PMI per 16,5 miliardi di euro. A livello regionale, Arezzo viene dopo Firenze, Lucca e Pisa.

Se ancora ce ne fosse bisogno, i duemila dipendenti di banca della provincia di Arezzo, delle centottanta filiali e degli uffici interni, stanno dimostrando veramente di essere un servizio pubblico essenziale, di essere veramente al servizio dei clienti e delle economie dei territori, lavorando senza sosta anche nei giorni del Ferragosto. I dipendenti delle nostre banche aretine, a partire da quelle più piccole, dal Credito Cooperativo, per arrivare ai grandi Gruppi bancari, offrono senza dubbio la prova plastica della necessità di filiali bancarie distribuite nel territorio, della necessità – per i clienti – di rapportarsi con dipendenti preparati e all’altezza, sia quelli nelle filiali – che ancora operano in condizioni difficili per le misure di sicurezza legate al virus – che quelli “invisibili”, ma altrettanto fondamentali, che lavorano negli uffici interni. A tutti, la FABI, il primo sindacato a livello nazionale nel settore bancario, manda un grande e meritato plauso.

Ha dichiarato Fabio Faltoni, responsabile provinciale della FABI – Federazione Autonoma Bancari Italiani, il primo sindacato in Italia nel settore bancario.