Economia
Da Confcommercio un plauso ai Rioni castiglionesi per l’annullamento degli eventi
La comunicazione ufficiale dei Rioni arriva a poche settimane da quella analoga data dagli organizzatori delle sagre del territorio. “Tutti hanno voluto dare dimostrazione di responsabilità e rispetto per le categorie economiche colpite dalla crisi da COVID-19“, aggiunge il funzionario della Confcommercio castiglionese Stefano Scricciolo. “Un gesto che, se possibile, dimostra che davvero istituzioni come i Rioni svolgono un ruolo sociale insostituibile, perché sono attente e rispettose degli equilibri della città“.
“Bar e ristoranti”, prosegue la nota di Salvicchi e Scricciolo, “hanno subito crolli di fatturato intorno al 40% rispetto allo scorso anno, con punte fino ad oltre il 70% nel caso di chi lavora nei settori catering e banqueting, visto che le cerimonie sono state per lo più annullate. A fare il resto ci hanno pensato la mancanza di turisti, la paura di tanti di frequentare i locali pubblici con la pandemia ancora da debellare, poi la tendenza delle famiglie a risparmiare in questi frangenti”.
“Il risultato del crollo dei consumi è che le imprese sono molto fragili, hanno bisogno di liquidità e soprattutto di salvare l’occupazione. Perché solo le imprese possono garantire veri posti di lavoro, non gli eventi temporanei di somministrazione. Ogni intervento che sostenga e incentivi i consumi nella rete dei pubblici esercizi è il benvenuto adesso. Peccato che altrove, nella stessa Valdichiana, alcuni organizzatori di sagre non abbiano avuto la stessa sensibilità. Noi lo abbiamo sempre sostenuto: le vere sagre, legate al territorio e alle sue tradizioni gastronomiche, hanno un alto valore culturale e sociale. Purtroppo, però, in questi anni c’è chi ne ha fatto un business nascosto. Ma ci vuole davvero poco a smascherarlo”.

“Bar e ristoranti”, prosegue la nota di Salvicchi e Scricciolo, “hanno subito crolli di fatturato intorno al 40% rispetto allo scorso anno, con punte fino ad oltre il 70% nel caso di chi lavora nei settori catering e banqueting, visto che le cerimonie sono state per lo più annullate. A fare il resto ci hanno pensato la mancanza di turisti, la paura di tanti di frequentare i locali pubblici con la pandemia ancora da debellare, poi la tendenza delle famiglie a risparmiare in questi frangenti”.


