Politica
Castiglion Fiorentino, “Città al Centro” chiede il divieto di eventi fascisti. Lachi: “Vietato vietare”
“Gran parte della seduta – recita la nota del Gruppo Consiliare Città al Centro – è stata tuttavia dedicata alle interrogazioni ed alla presentazione di mozioni da parte dei Gruppi Consiliari; molto vivaci al riguardo i consiglieri di opposizione e – come non è comunque scontato che sia – altrettanto silenti quelli di maggioranza. In particolare, il nostro Gruppo “Città al Centro” ha presentato due mozioni e due interrogazioni, una delle quali riguardante più argomenti. La seconda mozione prevedeva la richiesta all’ Amministrazione di INSERIRE, nella parte del Regolamento Comunale per la concessione di autorizzazione allo svolgimento di attività pubbliche condotte da enti ed associazioni, la CLAUSOLA della richiesta della dichiarazione da parte dei soggetti interessati che nelle loro manifestazioni non venisse fatto alcun riferimento a simboli fascisti o nazisti e ad ideologie proprie dei regimi totalitari e che diffondono idee e comportamenti ispirati a sentimenti antidemocratici, all’odio razziale, all’omofobia, all’antisemitismo e a tutto quanto evocasse in qualche modo la repressione delle espressioni di libertà e democrazia, con la possibilità da parte del Comune di sanzionare eventuali inosservanze. Eravamo altresì coscienti di non scoprire nulla di nuovo, ma di suggerire all’Amministrazione un provvedimento fatto proprio da tantissimi Comuni italiani. Pur nell’ottica della diversità di opinioni, mai ci saremmo aspettati al riguardo la reazione particolarmente stizzita ed irriguardosa nei nostri confronti da parte dell’Assessore Lachi e quella ideologicamente accorata, ma sostanzialmente fuori tema, dello stesso Sindaco. Mutuando dal “movimento sessantottino” – vale a dire da una realtà che crediamo non sia certo ispiratrice del suo pensiero politico – l’espressione “vietato vietare”, Lachi ha estrapolato ad arte dal nostro documento solo i termini “fascismo“ e “razzismo”, ALTERANDONE così IL CONTENUTO e si è dilungato appassionatamente in un’accusa nei nostri confronti, sia per quel che riguarda il metodo che il merito della mozione; nell’inviare alla segreteria del Comune la nostra mozione, in extremis sì, ma sempre rispettando i tempi, al contrario di quanto fatto dalle altre forze politiche (maggioranza compresa) in una situazione precedente, la tarda serata del 27 gennaio era per noi – in questo caso – solo l’ultima occasione possibile per la presentazione di un documento da inserire nell’ordine del giorno dell’Assemblea Consiliare. Lachi ci ha invece letto una provocazione, in quanto nella stessa data si celebrava la Giornata della Memoria! Potremmo dire che qui sta la prima offesa rivoltaci, in quanto il rispetto che abbiamo proprio per le tematiche richiamate all’attenzione da questa circostanza ci avrebbe assolutamente vietato qualsiasi tipo di gioco, se così possiamo definirlo, strategico. Passando al merito, pur con una sua interpretazione volutamente errata, Lachi – che già a suo tempo aveva definito “fonte labile” la Gazzetta Ufficiale riguardo la disciplina sull’uso della fascia tricolore da parte del Sindaco e dei Consiglieri – ha sostanzialmente criticato le norme costituzionali e legislative sull’ antifascismo e sul razzismo, alcune di quelle cioè di cui noi ci eravamo fatti semplici portavoci nel presentare la mozione. L’Assessore ha giudicato discriminante la nostra richiesta al Comune di adoperarsi ulteriormente per impedire il veicolare di certe idee, per noi assolutamente fuorvianti, tacciando noi stessi di fascismo : questo davvero non lo avevamo messo in conto, ma si sa – in certi palcoscenici – “mai dire mai!”.
A questo punto – conclude Città al Centro – potremmo dilungarci in mille considerazioni, ma crediamo che ognuno possa trarre serenamente le proprie conclusioni. Come quando si è trattato di rispondere alla nostra precedente proposta di conferire la cittadinanza onoraria alla Senatrice Segre, in mancanza di argomenti concreti, Lachi ed il Sindaco (che ha dissertato sugli aspetti negativi del comunismo, senza per fortuna citare il cannibalismo) – a nome anche dei consiglieri di “Libera Castiglioni”, evidentemente omologati “sine questio” a tali metodi – si sono lanciati anche stavolta in attacchi personali, ma tant’è. Per noi la politica non è lavoro, ma “passione e servizio” e non saranno certe sconcertanti e strampalate invettive a farci evitare anche negli anni a venire di chiedere e financo pretendere dalle stesse Autorità il rispetto dei valori costituzionali”.




