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venerdì | 13-03-2026

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Cronaca

Sequestrata azienda agricola: scoperti 250 metri cubi di rifiuti speciali

VALTIBERINA – I Carabinieri Forestali hanno posto sotto sequestro un’azienda agricola della Valtiberina al termine di un controllo in materia agroalimentare e ambientale. Un uomo di 66 anni è stato denunciato in stato di libertà per gestione illecita di rifiuti.

L’operazione è stata condotta dai militari dei Nuclei Carabinieri Forestale di Sansepolcro e Pieve Santo Stefano, insieme alla Sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri presso la Procura della Repubblica di Arezzo, con il supporto del personale della sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare della Ausl Toscana sud est.

Durante l’ispezione all’interno dei capannoni e delle pertinenze dell’azienda agricola, i militari hanno accertato la presenza di un deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non, per un volume complessivo stimato in circa 250 metri cubi.

Tra i materiali rinvenuti figurano contenitori in ferro, scatole in plastica e polistirolo, copertoni di mezzi agricoli e autoveicoli, batterie esauste al piombo, bidoni con olio esausto, caldaie, estintori, frigoriferi di varie dimensioni, filtri dell’olio, motori termici e imballaggi vari. Nell’area erano inoltre presenti sei autoveicoli in evidente stato di fuori uso, anch’essi contenenti rifiuti, oltre a materiali derivanti da lavori di costruzione e demolizione edilizia e attrezzature agricole dismesse.

L’area in cui erano accumulati i rifiuti è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri.

Nel corso del controllo, effettuato insieme al personale dell’Ausl Toscana sud est, sono state inoltre riscontrate gravi carenze igienico-sanitarie e la mancanza dell’autorizzazione sanitaria per il commercio di alimenti. Per questo motivo l’azienda agricola è stata sospesa dall’attività di produzione e vendita.

Sono ora in corso ulteriori accertamenti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Arezzo, per verificare l’eventuale contaminazione delle matrici ambientali, in particolare suolo, sottosuolo e acque superficiali, e per attivare le procedure previste dalla normativa per il ripristino dello stato dei luoghi.

Come previsto dalla normativa, la comunicazione è diffusa nel rispetto dei diritti della persona indagata, da considerarsi presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, trovandosi il procedimento nella fase delle indagini preliminari.