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martedì | 10-03-2026

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Sport

Bucchi: “Grande prestazione e grande reazione”. E chiede scusa per un episodio nella gara di andata

CAMPOBASSO – Diciamo subito che quella dell’Arezzo è una vittoria meritata, maturata con una prova di personalità e qualità. Dopo il successo esterno per 1-0 sul campo del Campobasso, l’allenatore dell’Arezzo Cristian Bucchi sottolinea soprattutto la forza mentale della squadra amaranto, capace di reagire immediatamente dopo la sconfitta interna contro la Ternana.

E a chi gli fa notare che l’Arezzo è la squadra che merita la prima posizione:

“Grazie per i complimenti – risponde Bucchi –. Più che preoccupato ero curioso di vedere come i ragazzi avrebbero reagito. La sconfitta con la Ternana non è stata di quelle che fanno male, però in questo momento della stagione, quando sei lassù in classifica, diventi inevitabilmente la squadra che tutti guardano. Sei quello che ha qualcosa da perdere”.

Il tecnico amaranto spiega come la pressione sia inevitabile per chi guida il campionato:

“Le squadre che inseguono sono più serene, perché hanno scaricato responsabilità e aspettative su chi è davanti. Noi invece siamo in testa e ogni prestazione viene giudicata con un metro diverso: una gara normale può sembrare deludente e anche un pareggio viene visto quasi come una sconfitta”.

Proprio per questo Bucchi aveva chiesto alla squadra di ripartire dalle proprie certezze.

“Ai ragazzi ho detto semplicemente di tornare a pensare a noi stessi. Non perché non consideriamo gli altri forti, ma perché la classifica si costruisce attraverso le proprie certezze. Le nostre sono sempre state il gioco e le prestazioni, e credo che stasera si sia visto”.

Secondo l’allenatore dell’Arezzo, la partita ha mostrato una squadra dominante soprattutto nella prima parte.

“L’approccio è stato ottimo. Dopo quindici secondi avevamo già creato la prima occasione e nella prima mezz’ora abbiamo gestito bene la palla, tirato in porta e controllato la gara. Il Campobasso è una squadra che in fase di non possesso si muove molto bene e riparte con qualità, ma noi non gli abbiamo dato tempo e spazio per disinnescare le nostre giocate”.

La gara, però, è rimasta aperta a lungo:

“Quando non riesci a sbloccare subito queste partite rischiano di complicarsi. Più passano i minuti e più può arrivare l’episodio contrario, magari su una ripartenza. Noi abbiamo creato diverse occasioni e potevamo segnare prima, ma il calcio è strano: a volte produci tanto e il gol arriva più tardi. Anche loro hanno avuto una chance importante con Bifulco alla fine del primo tempo, praticamente l’unica vera occasione concessa”.

Bucchi ha poi voluto sottolineare anche il valore dell’avversario e del contesto della gara:

“Davanti avevamo una squadra molto forte, non a caso nel girone di ritorno era seconda per punti conquistati e per gol segnati. Inoltre c’era un pubblico straordinario e voglio fare i complimenti per il terreno di gioco: è uno dei campi più belli della Serie C. Quando il campo è così curato aiuta anche a giocare e vedere una partita tecnicamente migliore”.

A decidere l’incontro è stata la rete di Iaccarino:

“L’episodio del gol ci ha reso felici, ma quello che mi interessava di più era la prestazione. Dovevamo dimostrare di essere ancora noi stessi dopo la sconfitta e credo che la squadra abbia risposto con una partita di alto livello”.

Prima di lasciare la sala stampa, Bucchi ha voluto aggiungere una riflessione, tornando su un episodio nel finale della gara d’andata tra Arezzo e Campobasso: padroni di casa ampiamente in vantaggio per 4-1 (la gara terminerà 5-1) brutta entrata di Bifulco su Gilli. L’allenatore dell’Arezzo chiede la revisione FVS e l’arbitro decide per l’espulsione diretta del giocatore molisano.

“Sono passati alcuni mesi, ma penso che le persone intelligenti debbano anche saper chiedere scusa. Ho rivisto l’episodio dell’FVS nel finale della partita di andata, quando chiesi la revisione per l’intervento su Gilli. Dal punto di vista tecnico la decisione fu corretta, perché l’entrata era fuori misura, ma a livello umano mi sono sentito un po’ una merda”.

Il tecnico amaranto ha spiegato di aver già chiarito prima della partita:

“Ho chiesto scusa a mister Zauri e ai ragazzi del Campobasso. Probabilmente in quel momento dovevo essere più lucido ed evitare una situazione che magari il calciatore non meritava. Ci tenevo a dirlo pubblicamente e l’ho fatto prima della partita, non dopo, perché altrimenti sembrerebbe un gesto fatto solo perché abbiamo vinto”.

Un gesto di sportività che ha chiuso la serata di Campobasso, coronata per l’Arezzo da tre punti preziosi e da una prestazione che conferma la squadra amaranto in vetta alla classifica.

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