Politica
Degrado e opportunità sprecate: cosa sta succedendo all’ex zuccherificio di Castiglion Fiorentino
CASTIGLION FIORENTINO – Degrado, abbandono e mancanza di prospettive per una delle aree industriali più estese del territorio. È la denuncia che arriva dal gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese, con il capogruppo Paolo Brandi che interviene pubblicamente sulla situazione dell’area dell’ex zuccherificio.
«A nome del gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese – afferma Brandi – desidero richiamare l’attenzione sull’area industriale più grande del nostro territorio, attualmente in completo stato di abbandono».
Il riferimento è all’area dove negli anni Sessanta nacque lo zuccherificio di Castiglion Fiorentino, uno stabilimento che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento economico per tutta la Valdichiana. «Negli anni ’60 – ricorda Brandi – l’allora ministro Amintore Fanfani favorì la nascita dello zuccherificio, unendo agricoltura e industria. Per decenni esso rappresentò un vero motore economico: centinaia di lavoratori, reddito per gli agricoltori e benefici per l’intera comunità».
Tra gli anni Settanta e Novanta, sottolinea il capogruppo, l’impianto lavorava barbabietole provenienti non solo dalla Valdichiana ma da gran parte dell’Italia centrale. «Era un punto di riferimento produttivo importante per il territorio».
La situazione cambiò radicalmente nei primi anni Duemila. «Con la riforma del mercato europeo dello zucchero molti impianti chiusero, incluso quello di Castiglion Fiorentino – spiega Brandi –. Secondo gli accordi di Bruxelles le aree dismesse avrebbero dovuto essere riconvertite soprattutto alla produzione di energia».
In quegli anni fu infatti avanzata la proposta di realizzare una centrale a biomasse, ma il progetto non andò mai in porto. «Il progetto fallì tra proteste e ricorsi. Lo stabilimento fu demolito e l’area rimase abbandonata».
Oggi, secondo il gruppo consiliare, la situazione è critica. «L’area è completamente degradata: rischio incendi, rifiuti, vegetazione incontrollata e presenza di animali selvatici. La bonifica, che è un obbligo di legge, non è mai stata completata».
Nel 2021 il terreno è stato venduto all’asta, ma da allora non sarebbero emerse prospettive concrete di riutilizzo. «Ad oggi – afferma Brandi – non esiste alcun progetto concreto. Il Comune si limita a dichiarare: “è un’area privata, non possiamo farci niente”. Intanto però si potrebbe pretendere la bonifica dell’area, a vantaggio della salute e della salubrità di tutti».
Da qui la domanda che il capogruppo pone all’amministrazione e alla città: «Davvero possiamo restare a guardare davanti a cento ettari di terreno abbandonato? No. Quell’area riguarda il futuro di Castiglion Fiorentino».
Tra le ipotesi circolate negli ultimi tempi ci sarebbe anche quella di realizzare un grande parco fotovoltaico. «Utile, certo – osserva Brandi – ma con pochissimi posti di lavoro e nessun beneficio reale per il territorio».
Per il gruppo Rinascimento Castiglionese serve invece una strategia di sviluppo più ampia. «Serve una proposta concreta. Non possiamo lasciare l’area ferma: serve una visione capace di creare sviluppo e lavoro».
Tra le possibili soluzioni, Brandi indica alcune linee di sviluppo coerenti con le caratteristiche della Valdichiana. «Si potrebbe immaginare un polo agroalimentare, con trasformazione dei prodotti locali, packaging, logistica e centri di ricerca agricola, coinvolgendo agricoltori, aziende locali ed export».
Un’altra possibilità potrebbe essere quella di puntare sull’innovazione tecnologica. «Un polo tecnologico e dell’innovazione, con data center, comunità energetiche e laboratori di tecnologia pulita».
Non esclusa neppure una soluzione mista. «Industria leggera, logistica sostenibile, spazi verdi e aree per il tempo libero: un progetto integrato capace di dare nuova vita a quell’area».
Per il capogruppo la situazione attuale non è più sostenibile. «L’area industriale più grande del nostro territorio non può restare abbandonata mentre le aziende scelgono altri comuni e i negozi chiudono».
Infine una stoccata all’amministrazione comunale. «A Castiglion Fiorentino – conclude Brandi – il sindaco sembra più impegnato a riformare il Palio dei Rioni che a occuparsi dello sviluppo della città. E intanto il futuro ci sfugge tra le mani».






