Politica
Snodo viario di via Fiorentina, Barone: “Basta ritardi. Sacchetti si dimetta o il sindaco gli ritiri la delega”
Nuove polemiche sul cantiere dello snodo viario di via Fiorentina ad Arezzo. A intervenire con toni duri è Roberto Barone di Arezzo 2020, che torna ad attaccare l’amministrazione comunale e in particolare l’assessore ai lavori pubblici Marco Sacchetti dopo l’ennesimo slittamento dei lavori.
Secondo Barone, le rassicurazioni fornite dall’assessore nei giorni scorsi non sarebbero state confermate dai fatti. «A pochi giorni dalla dichiarazione con la quale l’assessore assicurava che “siamo nei tempi stabiliti, il cronoprogramma è rispettato”, cronoprogramma che peraltro continua a rimanere un perfetto sconosciuto, forse anche allo stesso assessore, oggi apprendiamo di un nuovo slittamento della prima fase dei lavori, rinviata a settembre», afferma.
Il riferimento è anche all’incontro del 3 febbraio tra amministrazione comunale e associazioni di categoria, nel quale – secondo Barone – sarebbe già stato prospettato un possibile rinvio, ma senza indicazioni precise sui tempi.
L’esponente di Arezzo 2020 parla di una gestione poco chiara del progetto. «È ora di finirla con anni di dichiarazioni che non reggono, con progetti modificati e varianti, slittamenti e fermi cantiere non giustificabili e con tempi troppo lunghi nei procedimenti amministrativi», sottolinea. Nel mirino finiscono anche alcuni aspetti tecnici del cantiere: «Vasche e trivelle la cui necessità non è stata programmata tempestivamente e, probabilmente, anche procedure di esproprio dei terreni non attivate nei tempi dovuti».
Barone evidenzia inoltre il malcontento crescente tra residenti e attività della zona interessata dai lavori. «Ormai cittadini, commercianti e residenti hanno capito che le dichiarazioni e le rassicurazioni dell’assessore non sono credibili e sono stanchi di essere trattati senza rispetto, senza che si tenga conto dei loro disagi e dei danni economici, che sono ben più gravi di quanto inizialmente temuto».
Secondo il rappresentante di Arezzo 2020 ci sarebbe anche una mancanza di coordinamento nella gestione del progetto. «Abbiamo più volte evidenziato la superficialità con cui viene gestita l’opera e abbiamo anche compreso che, verosimilmente, tra l’assessore e la RUP esiste una sconnessione comunicativa. Lo dimostra il fatto che proprio ora si sia deciso di modificare il programma perché ci si è resi conto che era opportuno completare prima i lavori idraulici dal lato opposto».
Una scelta che, secondo Barone, potrebbe avere anche ulteriori conseguenze economiche: «È presumibile che tutto questo comporterà nuove riserve da parte dell’impresa, che si andrebbero ad aggiungere a quelle già avanzate».
Da qui la richiesta politica rivolta direttamente al primo cittadino di Arezzo. «Abbiamo già chiesto nei mesi scorsi che l’assessore Sacchetti si dimettesse. Oggi, anche se mancano circa due mesi e mezzo alla fine del mandato di questa giunta, il nostro invito resta lo stesso: si dimetta, oppure sia il sindaco a ritirargli la delega. È ancora in tempo per farlo».
Infine lo sguardo alle prossime elezioni amministrative. «Né il sindaco né l’assessore potranno presentare quest’opera come un fiore all’occhiello, tutt’altro. Auspichiamo che il centrodestra vada a casa. Chi governerà si troverà comunque a ereditare una situazione complessa, che dovrà essere verificata fin dall’inizio su costi e tempistiche. Da parte nostra – conclude Barone – ci sarà la volontà di collaborare con il comitato per ridurre disagi e spese».






