Diario di Bordo
Ceccarelli: “Arezzo deve tornare protagonista, con più sicurezza, cura e coesione sociale. Dialogo aperto con Donati”
In vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio ad Arezzo, abbiamo incontrato Vincenzo Ceccarelli, candidato sindaco sostenuto dall’Alleanza Progressista, per approfondire contenuti, visione e priorità del suo programma.
Come nasce questa candidatura?
Ceccarelli:
“È una candidatura che mi onora profondamente. È stata proposta dall’Alleanza Progressista, una coalizione ampia e plurale, in continuità con l’esperienza che ha sostenuto il presidente Eugenio Giani alle regionali.Ho accettato dopo mesi di ascolto sul territorio. Incontrando cittadini, imprese, associazioni, ho raccolto sollecitazioni e incoraggiamenti. Dopo un lungo percorso istituzionale – l’ultimo incarico come assessore e consigliere regionale – ho ritenuto fosse il momento di mettere a disposizione della città relazioni, esperienza amministrativa e capacità di visione orientata al bene comune.
Arezzo ha bisogno di recuperare una prospettiva di sviluppo, ma anche di intervenire su questioni molto concrete: manutenzione, decoro urbano, sicurezza percepita. Ogni persona – anziani, giovani, donne – deve potersi muovere in città in qualunque momento con serenità.
Parallelamente, serve attenzione al tessuto economico, che resta forte ma attraversa una fase complessa. Penso alla filiera della moda, alle tensioni internazionali, ai dazi e ai conflitti che incidono sui mercati. E serve una risposta chiara al disagio sociale: il rapporto Caritas evidenzia un aumento delle fragilità anche qui. Ci sono famiglie che faticano a pagare l’affitto o ad accedere ai servizi sociali e sanitari.
Occorre un’amministrazione capace di ascoltare, costruire reti civiche, rafforzare partecipazione e prossimità”.
Quali sono le principali criticità che riscontra dopo gli anni di governo del centrodestra?
Ceccarelli:
“Le criticità sono quelle che i cittadini stessi segnalano. La sicurezza è una priorità: è competenza statale, ma il Comune può incidere con politiche urbanistiche mirate, migliore illuminazione, maggiore cura degli spazi pubblici e iniziative culturali e ricreative che rivitalizzino quartieri e frazioni.Molti chiedono interventi basilari: manutenzione stradale, decoro, cura ordinaria. È giusto promuovere Arezzo nel mondo per la sua storia e la sua cultura, ma senza trascurare l’ordinario.
Serve più vicinanza a chi soffre, una città inclusiva oltre che ambiziosa. Un’amministrazione presente accanto al tessuto economico, ma anche al volontariato e al terzo settore. Il capitale sociale esiste, ma spesso non trova interlocutori adeguati”.
La presenza di più candidati è segno di vitalità democratica o di frammentazione?
Ceccarelli:
“C’è una componente di entrambe le cose. La competizione democratica è positiva: più persone che si mettono in gioco rappresentano un valore. Tuttavia, osserviamo anche una frammentazione della politica e una personalizzazione eccessiva.Io credo nei progetti collettivi. Non penso che si possano risolvere i problemi con l’uomo o la donna soli al comando. Servono squadra, metodo, sussidiarietà. L’amministrazione deve collaborare con associazioni di categoria, volontariato e società civile organizzata. Il progetto deve venire prima della persona”.
Rimane aperto uno spiraglio di dialogo con l’area vicina a quella di Marco Donati?
Ceccarelli:
“Assolutamente sì. La nostra proposta è aperta e plurale, e questa è una ricchezza. Con chi condivide valori e punti programmatici è giusto dialogare. La disponibilità da parte nostra è massima. Naturalmente, il dialogo richiede reciprocità”.
Quale sarebbe il primo atto da sindaco a Palazzo Cavallo?
Ceccarelli:
“Chi mi voterà potrà contare su un’amministrazione operativa fin dal primo giorno. L’esperienza maturata consente di attivare immediatamente relazioni istituzionali strategiche, a partire dal raccordo con la Regione Toscana, fondamentale per risorse finanziarie e progettuali.Dovremo intervenire subito su decoro, sicurezza, rafforzamento della sanità territoriale e dei servizi sociali, con particolare attenzione alle fasce più deboli.
Contestualmente, sarà essenziale consolidare la proiezione nazionale e internazionale di Arezzo, valorizzandone il potenziale turistico e culturale. Ma chi arriva in città deve trovare infrastrutture adeguate, strade curate, servizi efficienti, capacità di accoglienza.
L’obiettivo è chiaro: una città più sicura, più curata, più inclusiva e capace di competere senza perdere coesione sociale”.





