Economia
Patto di via Cavour: gli agricoltori chiedono “più acqua a costi sostenibili”
“L’acqua è una priorità strategica” lo ha detto con forza la presidente di Coldiretti Lidia Castellucci dal palco della manifestazione di Firenze, dove anche la provincia di Arezzo ha partecipato con una delegazione di 700 imprenditori agricoli arrivati in via Cavour per chiedere alla Regione una svolta concreta su dodici punti strategici per garantire competitività, redditività e tutela del territorio.
Un messaggio che Castellucci ha riaffermato anche nel corso di un incontro con i soci sul territorio, organizzato nelle ultime ore.
“L’invaso della Diga di Montedoglio rappresenta una infrastruttura decisiva per l’agricoltura toscana e di tutta la nostra provincia – ha ribadito il presidente – non possiamo più permetterci ritardi, incertezze e mancanza di programmazione nella gestione della risorsa idrica, con il cambiamento climatico l’acqua è la vera assicurazione del futuro agricolo”.
Dopo mesi segnati da piogge abbondanti che hanno creato enormi difficoltà per le semine, la preoccupazione resta alta. Negli ultimi anni, infatti, a periodi di precipitazioni intense sono spesso seguite fasi di forte incertezza climatica, caratterizzate da siccità significativa. In questo contesto, l’acqua torna ad essere un elemento essenziale e strategico per garantire continuità produttiva alle imprese agricole.
“L’infrastruttura Montedoglio è stata costruita con risorse destinate all’agricoltura – prosegue Lidia Castellucci – nasce tutto da lì, mentre in questo momento l’utilizzo prevalente è ad uso idropotabile, è necessario creare le condizioni affinché l’acqua destinata all’irrigazione abbia costi di gestione sostenibili per le imprese”.
La richiesta è chiara, più acqua a costi equi destinata alle aziende agricole per garantire competitività e reddito in un contesto sempre più complesso.
C’è anche un secondo obiettivo, altrettanto strategico, ridurre gli attingimenti dalle falde “riuscire a rendere davvero accessibile l’acqua dell’invaso – sottolinea la presidente – avrebbe un importante valore ambientale, diminuirebbero i prelievi dalle falde, con un beneficio concreto per il territorio e per la Valtiberina, che ospita la diga ma paradossalmente non ne riceve i vantaggi”.
L’auspicio dell’associazione è che con “il patto di via Cavour” prosegua il confronto fattivo con la Regione per arrivare ad una gestione più equa, programmata e coerente con le finalità per cui l’infrastruttura è nata.
“Garantire acqua alle imprese agricole – conclude Castellucci – significa sostenere un settore produttivo, tutelare il territorio, l’ambiente e il futuro della nostra comunità”.




