Cronaca
Spaccio nei giardini di Campo di Marte: arrestato un 25enne
Arezzo – È stato arrestato dalla Polizia di Stato un cittadino gambiano di 25 anni con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, ai sensi dell’articolo 73 del DPR 309/90. L’operazione è stata condotta dagli investigatori della Questura di Arezzo nel corso di un servizio in abiti civili finalizzato alla prevenzione e alla repressione del traffico di droga.
L’intervento risale a giovedì scorso, quando gli agenti della Squadra Mobile, durante un controllo nella zona di Campo di Marte, hanno notato un giovane di origine africana seduto su una panchina dei giardini di Parco Mancini, intento a effettuare quelle che apparivano come cessioni di sostanza stupefacente. In particolare, gli operatori hanno osservato un uomo avvicinarsi, scambiare rapidamente qualcosa con il sospettato e allontanarsi subito dopo.
Mentre una parte del personale si metteva sulle tracce dell’acquirente, poi fermato e sanzionato amministrativamente ai sensi dell’articolo 75 del DPR 309/90, gli agenti hanno continuato a monitorare il presunto spacciatore. Poco dopo, avvisato da un complice della presenza delle pattuglie provenienti dalla zona della stazione ferroviaria, il giovane si è alzato frettolosamente dalla panchina dirigendosi verso una siepe ai margini dei giardini, dove ha cercato di occultare un involucro, coprendolo con del fogliame, per poi allontanarsi in direzione del quartiere Saione.
Il ragazzo è stato bloccato in via Duomo Vecchio da un equipaggio delle Volanti, mentre gli operatori della Squadra Mobile hanno recuperato il contenitore nascosto nella siepe. All’interno sono stati rinvenuti 45 grammi di sostanza stupefacente, tra marijuana e hashish, suddivisi in dosi da 0,20 grammi, pronte per la vendita al dettaglio.
L’uomo, regolare sul territorio nazionale e con precedenti di polizia, sentito il magistrato di turno, è stato tratto in arresto e condotto negli uffici della Questura di Arezzo per la redazione degli atti di rito.
Come previsto dalla legge, si precisa che l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.




