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giovedì | 26-02-2026

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Arte

Lutto nel mondo dell’arte e della cultura per la scomparsa di Paola Refice

Profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa di Paola Refice, figura di assoluto rilievo nel panorama culturale di Arezzo e della Valtiberina, dove ha operato per decenni con competenza, rigore scientifico e profonda passione civile.

Nata a Roma il 24 luglio 1956 e residente ad Arezzo dal 1998, Paola Refice si era laureata in Lettere con indirizzo storico-artistico il 4 luglio 1979 presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Aveva poi conseguito il diploma della Scuola di Perfezionamento in Storia dell’Arte Medievale e Moderna e quello in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso la Scuola dell’Archivio di Stato di Roma, costruendo una formazione di altissimo livello.

Dal 1979 era funzionaria del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Al momento della scomparsa era in servizio con la qualifica di Storico dell’arte direttore coordinatore presso la Soprintendenza BAAAS di Arezzo, dove dirigeva il Servizio Beni Artistici e Storici. Dal 27 novembre 1996 aveva inoltre svolto le funzioni di Segretario del Comitato di Settore per i Beni Artistici e Storici.

Nel corso della sua carriera ha fatto parte di numerose commissioni e gruppi di lavoro ministeriali, occupandosi, tra l’altro, della ricognizione del patrimonio storico-artistico di proprietà dello Stato e di delicate questioni legate alla restituzione di beni culturali italiani detenuti all’estero. Negli ultimi anni aveva seguito da vicino la complessa vicenda relativa alla collocazione dell’affresco staccato della Madonna del Parto di Piero della Francesca, prima in collaborazione con l’Avvocatura dello Stato e poi come consulente tecnico di parte nella causa promossa dalla Curia di Arezzo contro il Comune di Monterchi.

Di grande rilievo anche il suo contributo alla gestione e valorizzazione dei musei: ha ideato e curato l’applicazione del “biglietto unico” tra i musei statali di Arezzo e diretto vari istituti museali del territorio, tra cui il Palazzo Taglieschi di Anghiari. Dal 2008 al 2019 ha presieduto la Fondazione Piero della Francesca di Sansepolcro, lasciando un’impronta profonda e duratura.

Alla tutela delle opere di Piero della Francesca è legata una parte significativa del suo impegno: fu lei a dirigere l’intervento di restauro e di adeguamento antisismico della celebre Resurrezione conservata al Museo Civico di Sansepolcro. In Valtiberina, in particolare a Badia Tedalda, progettò e realizzò la messa in sicurezza delle robbiane, dimostrando attenzione anche per i contesti più fragili e decentrati.

Parallelamente all’attività istituzionale, Paola Refice ha svolto una intensa attività didattica: ha insegnato presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte Medievale e Moderna della Sapienza, nei corsi di alta formazione in beni culturali organizzati a Cortona dalla Scuola Normale Superiore di Pisa, nonché presso le Università di Firenze, Macerata e Siena, dove era tuttora professore a contratto di Legislazione dei beni culturali e Legislazione internazionale dei beni culturali nella sede di Arezzo.

Nel messaggio di cordoglio diffuso congiuntamente dal Comune di Sansepolcro e dalla Fondazione Piero della Francesca si legge:

«La notizia della scomparsa di Paola Refice è un duro colpo per la storia dell’arte del nostro territorio. Di lei resteranno sempre impressi il solido legame con la Valtiberina, l’altissima professionalità e la forte passione per Piero della Francesca».

Con la sua scomparsa, Arezzo e la Valtiberina perdono una studiosa di straordinario valore, una dirigente pubblica esemplare e una donna che ha dedicato l’intera vita alla tutela e alla trasmissione del patrimonio culturale, lasciando un’eredità profonda e indelebile.