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giovedì | 26-02-2026

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Diario di Bordo

Beppe candidato, niente Rai con Lauro. Entra Addonizio. Tanti: «Disponibile al passo di lato, ora serve stare tutti insieme per Arezzo». Ceccarelli verso la luce verde, Donati inflessibile

Giuseppe Angiolini, dopo l’annuncio della candidatura a sindaco di Arezzo, si trova in questi giorni alla Milano Fashion Week e nel fine settimana ha programmato una tappa a Sanremo, in concomitanza con il Festival, con tanto di prevista presenza televisiva a fianco dell’amico Achille Lauro. Un’ipotesi che, però, si sta scontrando con la rigidità dei regolamenti Rai, come lo stesso Angiolini ha spiegato sui social rivolgendosi direttamente all’artista:

“Sei fantastico… sai che ti voglio bene.
Sabato dovevo venire anch’io a Sanremo e domenica da Mara, ma non so…
La Rai è molto severa in queste cose e lo rispetto.
Mi è stato comunicato che, visto la mia decisione di candidarmi a Sindaco di Arezzo, non potrò essere presente sul palco di Sanremo da Mara Venier, per una questione di opportunità istituzionale.
Capisco le regole. Le rispetto. Ma le amicizie, l’affetto e il calore non si spengono con una comunicazione formale.
E allora forse verrò lo stesso, mi siederò in prima fila, accanto alle mie amiche.
Perché certi palchi non sono fatti solo di luci e telecamere, ma di persone, di amicizie, di sorrisi e di storie condivise”.

Continua a crescere la squadra a sostegno di Beppe Angiolini Sindaco.

Con grande piacere – si legge in una nota – raccogliamo l’adesione del già Questore di Arezzo Felice Addonizio che ha scelto di entrare nella squadra che si candida a sostegno di Beppe Angiolini”.

Di seguito la lettera di Felice Addonizio:

Carissimo Beppe Angiolini,

sono molto lieto di aderire alla proposta di far parte della squadra e di aderire al progetto. Sono assolutamente convinto che la nostra Arezzo, dove ho scelto di vivere, abbia necessità di una nuova governance che metta al centro gli interessi della città e soprattutto dei suoi cittadini, fuori ed al di là delle logiche partitiche che possono condizionare scelte ed indirizzi. Per questo è mia convinzione che la squadra di governo del Comune debba essere formata da Imprenditori e Professionisti di successo ed Esponenti di rilievo della società civile, il cui unico interesse è la città, i suoi abitanti e le comunità che ne fanno parte. Sono assolutamente disponibile a mettere in campo ogni mia competenza maturata in quasi quaranta anni nei settori della sicurezza e dell’ordine pubblico. Comunque, e pertanto, si, da ora accetto la mia candidatura, aderendo completamente al progetto.

Grazie di nuovo.

Felice Addonizio

Intanto in città il clima politico è tutt’altro che statico. Ad Arezzo, infatti, il dibattito sulle candidature a sindaco è entrato in piena ebollizione, animando partiti, schieramenti e società civile dopo una lunga fase di sostanziale stagnazione.

Nel campo del centrodestra, tra le notizie di giornata si registra l’annuncio del sostegno ufficiale ad Angiolini anche da parte di Marco Casucci, coordinatore provinciale di Noi Moderati. Un appoggio che rafforza il profilo politico della candidatura Angiolini e contribuisce a rimescolare le carte in uno scenario ancora in fase di definizione.

Parallelamente, il confronto si sviluppa anche sui social. Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini hanno ribadito pubblicamente l’inscindibilità della loro coppia politica, rivendicando un progetto comune che non intende frammentarsi. Un messaggio chiaro, che si inserisce in un contesto di crescente competizione interna ma anche di ricerca di nuovi equilibri.

A richiamare tutti all’ordine è intervenuta la vicesindaco Lucia Tanti, che ha lanciato un appello all’unità e al confronto, invitando le diverse anime del centrodestra a sedersi allo stesso tavolo. Tanti si è detta disponibile anche a eventuali “passi di lato”, qualora questi possano favorire una sintesi più ampia:

«L’ho sempre detto: sono disponibilissima al passo di lato, ma certo lo faccio più volentieri se questo favorisce una grande alleanza tra chi vuol bene ad Arezzo e ha un’idea di città che arricchisce il valore di questi anni».

E ancora:

«È per questo che mi piacerebbe che Angiolini, Comanducci, io e tutto il centrodestra ci sedessimo allo stesso tavolo per trovare la quadra programmatica. In questo momento il mio personale obiettivo è tenere insieme le migliori energie, valorizzando sensibilità e visioni».

Nel suo intervento, la vicesindaco ha poi tracciato un profilo dei protagonisti in campo:

«Di Angiolini ho già detto: è una novità assoluta che merita di essere valorizzata e valutata senza pregiudizio. Di Comanducci ho sempre avuto stima, lo conosco e su alcuni temi è davvero un fuoriclasse. Di me non parlo, lo hanno fatto i sondaggi in questo ultimo anno».

Infine, l’appello conclusivo:

«Il centrodestra ha dato grande prova di maturità sapendo aprirsi e trovando il coraggio di guardare oltre i propri tradizionali confini. Ora serve un passo in più: stare tutti insieme senza perdere nessuna energia, forza o intelligenza per strada, ragionando solo di Arezzo e degli aretini».

Resta il dato politico di fondo: la candidatura di Angiolini ha avuto il merito di “stappare” il dibattito, riattivando una dinamica che fino a poche settimane fa appariva bloccata e priva di reali prospettive di confronto.

Sul fronte centrosinistra, invece, l’attenzione è rivolta alla riunione dell’alleanza progressista prevista in serata. Da questo incontro dovrebbero emergere indicazioni decisive per capire se l’ipotesi di candidatura di Vincenzo Ceccarelli sia destinata a consolidarsi e a raccogliere convergenze significative. In definitiva, pare imminente l’annuncio della scelta dell’ex assessore regionale. Resta da valutare, elemento di non poco conto, l’esito dei ponti lanciati dal Partito Democratico e dallo stesso Ceccarelli verso Marco Donati: se produrranno un effetto aggregante o se, al contrario, ciascuna componente sceglierà di procedere in autonomia. Donati pare deciso a confermare di voler proseguire l’avventura, almeno al primo turno, senza apparentamenti.

Il quadro resta fluido, ma una certezza emerge: la campagna per Palazzo Cavallo è entrata nella sua fase più politica, fatta di posizionamenti, dialoghi incrociati e scelte che nelle prossime ore potrebbero ridisegnare in modo profondo lo scenario aretino.