Politica
Libera Castiglioni: “Sulle Forze dell’Ordine non si può tentennare. In Consiglio è caduta la maschera di Rinascimento Castiglionese”
CASTIGLION FIORENTINO – «È bastata una semplice mozione presentata in Consiglio comunale per far cadere la maschera al gruppo di opposizione Rinascimento Castiglionese». È l’affondo di Libera Castiglioni, che interviene duramente sull’esito del dibattito consiliare relativo a una mozione di solidarietà alle Forze dell’Ordine, dopo la violenta aggressione avvenuta a Torino e ampiamente documentata dalle immagini che hanno scosso l’opinione pubblica.
«Con quella mozione – spiegano da Libera Castiglioni – intendevamo impegnare il sindaco e l’intero Consiglio a ribadire un principio basilare: chi rappresenta lo Stato non può essere toccato, né fisicamente né attraverso campagne di delegittimazione fatte di affermazioni e insinuazioni pretestuose».
Secondo la lista civica di maggioranza, il testo, definito «semplice e ragionevole», avrebbe però messo in difficoltà l’opposizione. «È stato sufficiente per seminare il panico: chi è uscito dall’aula, chi si è astenuto, chi ha voluto distinguere tra la solidarietà ai poliziotti feriti e quella più ampia verso chi ogni giorno garantisce legalità e sicurezza nelle nostre città. E tutto questo su appena cinque rappresentanti eletti», attaccano.
Una reazione che, a giudizio di Libera Castiglioni, non sorprende. «Per chi conosce la storia della sinistra italiana non c’è nulla di inatteso – affermano –. Troppe volte si è cercato di indebolire il principio di autorità e il rispetto verso chi è chiamato ad applicarlo; troppe strizzate d’occhio ai cosiddetti “compagni che sbagliano”, troppe contiguità con ambienti che hanno fatto dell’eversione e della violenza politica il proprio credo».
Il riferimento si allarga al passato e alla memoria collettiva. «Non bisogna dimenticare – prosegue la nota – che nella nostra Nazione il terrorismo rosso ha fatto decine di vittime e che anche i più recenti episodi di violenza ideologica sono riconducibili all’area anarco-insurrezionalista e agli ultimi irriducibili epigoni del comunismo».
Un richiamo che assume un valore particolare proprio a Castiglion Fiorentino. «Noi castiglionesi lo sappiamo bene – sottolinea Libera Castiglioni –: tra pochi giorni ricorderemo ancora una volta l’assassinio del sovrintendente Emanuele Petri, ucciso dalle Brigate Rosse proprio nel nostro territorio».
Da qui la riaffermazione di alcuni principi ritenuti non negoziabili: «Ci sono punti fondamentali dai quali nessuna società civile può derogare: nessuna opinione politica, di qualunque origine e colore, può essere perseguita con la violenza; nessuno può permettersi di mettere in discussione il principio di autorità dello Stato; nessuno può alzare un dito, per nessuna ragione, contro i servitori dello Stato».
«Su questi elementi – conclude Libera Castiglioni – non è consentito dividersi».



