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mercoledì | 18-02-2026

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Politica

Bibbiena senza assistenti sociali, dopo l’esplosione scoppia anche la polemica: partono accuse durissime

BIBBIENA – La durissima presa di posizione del gruppo consiliare di opposizione Lista di Comunità arriva come un atto d’accusa senza sconti dopo l’esplosione avvenuta giovedì scorso in Viale Michelangelo, che ha reso inagibile un appartamento e lasciato una famiglia senza una soluzione abitativa immediata. Un episodio le cui conseguenze, secondo l’opposizione, non rappresentano una tragica fatalità, ma la fotografia di un collasso politico e amministrativo annunciato.

L’antefatto: mesi di allarmi ignorati

Da oltre un anno e mezzo Lista di Comunità denuncia pubblicamente la progressiva desertificazione del servizio sociale comunale di Bibbiena. «Un Comune di 12.000 abitanti senza un solo assistente sociale. Una famiglia vittima di un’esplosione abbandonata a sé stessa. Questa non è sfortuna: è il cinismo di chi ha ignorato un anno e mezzo di allarmi», scrive il gruppo in una nota durissima.

Il quadro tracciato è quello di una macchina amministrativa rimasta senza una delle sue funzioni più delicate proprio mentre aumentano le fragilità sociali. «Se cercate il fallimento della Giunta Vagnoli, è tutto qui: uffici vuoti e famiglie in strada», attaccano i consiglieri di opposizione, chiamando direttamente in causa il sindaco Vieri Vagnoli e la sua maggioranza.

L’esplosione come spartiacque politico

Secondo Lista di Comunità, il limite tra rassicurazioni e realtà «è stato superato giovedì scorso», quando l’esplosione del furgone ha fatto emergere l’assenza totale di un presidio sociale comunale. «Oggi quella famiglia è ancora senza una soluzione abitativa dignitosa. Perché? La risposta è semplice quanto agghiacciante: il Comune di Bibbiena non ha più assistenti sociali».

Una condizione definita «di totale paralisi», che l’opposizione non attribuisce alla sfortuna ma a «incapacità politica», maturata attraverso rinvii, promesse mancate e responsabilità rimpallate.

“Cronaca di un disastro annunciato”

Il comunicato ricostruisce punto per punto le tappe di quello che viene definito un vero collasso: dalle prime segnalazioni dell’ottobre 2024 sul mancato rispetto dei LEPS (1 assistente sociale ogni 4.000 abitanti), alle promesse di assunzioni mai concretizzate, fino all’uscita dell’ultima assistente sociale nel febbraio 2026.

Particolarmente duro il giudizio sulle dichiarazioni dell’assessore alle politiche sociali Fabrizio Frenos, che nel Consiglio comunale del 10 febbraio avrebbe parlato di «un fulmine a ciel sereno». «Un fulmine?», replica l’opposizione. «Dopo diciotto mesi di interrogazioni, accessi agli atti e denunce pubbliche, questa versione è semplicemente inaccettabile».

Il vuoto sui più fragili

La domanda posta da Lista di Comunità è netta: «Nel frattempo, chi gestisce le prese in carico? Chi risponde alle urgenze dei minori, degli anziani, delle famiglie fragili?». La risposta, secondo i consiglieri, è «nel silenzio assordante» che circonda proprio la famiglia colpita dall’esplosione. «Senza una figura che attivi i protocolli di emergenza, i cittadini sono soli».

L’accusa finale alla Giunta

Il comunicato si chiude con un affondo politico durissimo: «La Giunta si assuma la responsabilità di aver lasciato Bibbiena scoperta, vulnerabile e senza tutele per i più fragili. Non è più tempo di sperare che non succeda niente: il peggio è già successo».

Per Lista di Comunità, dietro «la politica dei sorrisi e dei tagli ai nastri» resta «il vuoto pneumatico di un’amministrazione che ha raccontato favole mentre il servizio sociale crollava a pezzi». Un atto d’accusa che, dopo l’esplosione di giovedì, segna uno spartiacque durissimo nel confronto politico cittadino.

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