Cronaca
Dal divieto di avvicinamento al carcere: escalation di violenze in famiglia
La Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantenne italiano, gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione ai danni dei genitori conviventi.
Il provvedimento è maturato al termine di una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Arezzo, su delega della Procura della Repubblica di Arezzo, avviata a seguito di una prima denuncia presentata dagli anziani genitori dell’uomo alcuni mesi fa.
Le indagini hanno consentito di ricostruire una serie di condotte vessatorie e violente, reiterate nel tempo, che avrebbero costretto le vittime a richiedere più volte l’intervento delle forze dell’ordine e, in alcune occasioni, anche a ricorrere alle cure mediche. Tali episodi hanno portato all’attivazione della procedura prevista per i reati rientranti nel cosiddetto “codice rosso”, configurando il reato di maltrattamenti in famiglia.
Secondo quanto emerso, l’uomo – tossicodipendente, disoccupato e non più seguito dal SerD – avrebbe inoltre costretto i genitori, con minacce e violenze, a consegnargli somme di denaro destinate all’acquisto di sostanze stupefacenti o a soddisfare esigenze personali, integrando così anche il reato di estorsione.
Alla luce della gravità dei fatti e del quadro probatorio raccolto, su richiesta del pubblico ministero il G.I.P. aveva inizialmente disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese, con applicazione del braccialetto elettronico. Tuttavia, tale misura si è rivelata insufficiente.
Nel corso dell’ultima settimana, infatti, l’indagato si è reso responsabile di ripetute violazioni del provvedimento: in un primo momento ha danneggiato il dispositivo elettronico nel tentativo di liberarsene, facendo scattare l’allarme e rendendo necessario l’intervento delle volanti della Polizia di Stato. Gli accertamenti successivi hanno inoltre evidenziato che, durante il periodo in cui l’uomo risultava temporaneamente privo del controllo elettronico, si sarebbe presentato più volte presso l’abitazione della madre per estorcerle nuovamente denaro.
La donna, in forte stato di agitazione e temendo per la propria incolumità, è stata costretta a richiedere ancora l’intervento della Polizia e successivamente a trasferirsi presso parenti fuori provincia.
Alla luce delle reiterate violazioni e della concreta pericolosità dell’indagato, il G.I.P. del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura, ha disposto la revoca del divieto di avvicinamento, sostituendolo con la custodia cautelare in carcere.
Nella giornata del 14 febbraio 2026, l’uomo è stato prelevato dagli operatori della Squadra Mobile presso il proprio domicilio e condotto alla Casa Circondariale di Arezzo, dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, nei confronti dell’indagato, vige la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.




