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lunedì | 16-02-2026

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Giostra del Saracino

L’omaggio dei quartieri alla Madonna del Conforto: Duomo in festa tra fede, colori e musica

Il Duomo di Arezzo si è riempito di colori, suoni e devozione per il tradizionale omaggio dei quartieri della Giostra del Saracino alla Madonna del Conforto, uno dei momenti più sentiti e attesi dell’anno dagli aretini. Un rito che unisce fede e identità cittadina, richiamando famiglie, bambini e figuranti in una partecipazione corale.

A sottolineare il valore della giornata è stato il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Andrea Migliavacca:

«È stata una giornata intensa, con tantissima gente e questo davvero riempie il cuore, perché si vede la devozione a Maria che custodisce la fede. È bello vedere le famiglie, i bambini che vengono, portano la loro preghiera e chiedono una benedizione. La presenza del cardinale Pizzaballa è stata una grande ricchezza e ora è la città che arriva con i quartieri. Sono molto contento: sono legato alla Giostra, è un momento di preghiera ma anche di festa, quindi a loro il benvenuto».

Parole che raccontano un clima di partecipazione autentica, nel quale la tradizione diventa occasione di incontro e di testimonianza.

A rimarcare l’emozione del mondo giostresco è intervenuto Paolo Bertini, consigliere delegato della Giostra del Saracino:

«È sempre una grande emozione e ogni anno c’è sempre più gente. La Madonna del Conforto è la nostra patrona ed è doveroso che la Giostra tributi il suo saluto alla nostra protettrice. Il mondo della Giostra viene compatto e, ogni volta, mi sorprende il numero dei figuranti presenti. Anche i musici, che di solito sono in numero contenuto, oggi erano in formazione da Giostra del Saracino: questo fa davvero molto piacere».

A chiudere idealmente il cerchio, lo sguardo spirituale e simbolico del parroco del Duomo di Arezzo, don Alvaro Bardelli:

«Colori, belle persone, belle facce: mi auguro buoni sentimenti per portare a compimento questa giornata. Mancava qualcosa all’altare della Madonna, e ora le quattro bandiere dicono che tutta la città è qui raccolta intorno a Maria, anche attraverso i simboli dei colori dei quartieri. È una bella giornata: immergersi in questo clima di fede e di preghiera è un contagiarsi di bene, di forze, di Spirito Santo. Il miracolo della Madonna del Conforto continua ancora, dopo 230 anni».

Un omaggio che rinnova il legame profondo tra Arezzo, la sua Giostra e la Madonna del Conforto, nel segno di una tradizione viva che continua a parlare alle generazioni di oggi.

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