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lunedì | 16-02-2026

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Politica

Castiglion Fiorentino, valorizzare o abbandonare?

«Valorizzare il territorio o lasciarlo all’abbandono?». È la domanda che pone Paolo Brandi, capogruppo di Rinascimento Castiglionese, intervenendo nel dibattito sul futuro del patrimonio pubblico di Castiglion Fiorentino.

Brandi prende spunto dal progetto aretino di rilancio dell’Alpe di Poti, che prevede la realizzazione di un centro benessere e di strutture dedicate all’accoglienza e al turismo. «È un’ottima idea – afferma – perché dimostra come il territorio, se curato e ripensato, possa tornare a vivere. Abbiamo storia, paesaggi straordinari e luoghi che meritano una seconda opportunità dopo anni di abbandono».

Secondo il capogruppo, però, a Castiglion Fiorentino la direzione intrapresa dall’amministrazione comunale sarebbe opposta. «Qui, invece di progettare la valorizzazione, si dismette e si svende», sostiene, ricordando come esempio emblematico «la vendita dell’intero patrimonio boschivo dell’Ente Serristori».

Il caso del complesso dei Riccardi

Brandi richiama poi l’attenzione su un altro bene pubblico poco conosciuto: il complesso dei Riccardi, comprensivo della chiesetta situata a mezza costa tra Cortona e Castiglion Fiorentino. «Si tratta di una struttura di proprietà comunale – spiega – che sorge lungo un percorso naturalistico di grande valore, attraversato dal Sentiero di San Francesco, sotto il castello di Montecchio e a pochi chilometri dalla SR71».

Negli anni passati, ricorda Brandi, sul complesso era stato realizzato «un importante investimento destinato al turismo sociale». La struttura disponeva di cucina, salone, camere arredate e di una chiesetta utilizzabile per attività di accoglienza, matrimoni, feste ed eventi. «Oggi, invece, tutto questo versa in uno stato di grave abbandono», denuncia.

Abbandono o scelta politica?

Il capogruppo di Rinascimento Castiglionese non esclude una lettura politica della vicenda: «Qualcuno si domanda se questo declino non sia anche il risultato di una rivalsa nei confronti di un progetto nato sotto amministrazioni precedenti. È un’ipotesi amara, ma difficile da ignorare». In ogni caso, sottolinea, «l’abbandono significa un colpevole impoverimento del patrimonio comunale».

Eppure, secondo Brandi, il complesso dei Riccardi potrebbe rappresentare «un’eccellenza per il turismo slow, per l’escursionismo, per il cicloturismo o semplicemente per un’ospitalità accessibile in una delle aree più pregiate della Toscana».

La critica alla privatizzazione

La linea seguita dall’amministrazione, invece, sarebbe quella della vendita: «Da anni si tenta di alienare il complesso, in coerenza con una logica di privatizzazione che va dai servizi alle scuole e che caratterizza l’azione dell’amministrazione castiglionese», attacca Brandi.

La proposta alternativa è chiara: «Noi siamo per rilanciare Riccardi come bene pubblico al servizio del turismo – conclude – certamente in collaborazione con il privato, che può portare idee e progetti, ma non cedendolo al primo che passa. Il territorio va governato, non abbandonato».

Un confronto che, secondo Rinascimento Castiglionese, chiama in causa una scelta di fondo: investire sulla valorizzazione condivisa dei beni pubblici o continuare sulla strada della dismissione. Una decisione che, avverte Brandi, «segnerà il futuro di Castiglion Fiorentino per molti anni».