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lunedì | 16-02-2026

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Mobilità

Il Comune di Arezzo si ritira dalla rete dei Comuni Ciclabili

La FIAB Amici della Bici di Arezzo esprime amarezza e sconcerto per la decisione del Comune di Arezzo di rinunciare all’adesione alla rete dei “Comuni Ciclabili”, progetto al quale la città aveva partecipato negli ultimi quattro anni.

La rete Comuni Ciclabili, promossa dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, è gestita da un organismo indipendente di esperti e ha l’obiettivo di valutare, promuovere e accompagnare i Comuni italiani in un percorso di miglioramento della ciclabilità urbana e del cicloturismo. Il sistema di valutazione assegna un riconoscimento da 1 a 5 “Bike Smile”, sulla base di criteri oggettivi, con l’intento di stimolare politiche virtuose e sostenibili e città sempre più a misura di persona.

Fino alla terza edizione del progetto, Arezzo aveva mantenuto il punteggio di 3 Bike Smile. Tuttavia, secondo FIAB, nell’ultimo anno non sono state registrate migliorie significative sul fronte della mobilità sostenibile. Le infrastrutture realizzate sono giudicate di modesta estensione e prevalentemente ciclopedonali, prive di un impatto strategico sul sistema complessivo della mobilità urbana.

In particolare, FIAB sottolinea come le nuove piste ciclabili siano state realizzate nelle aree urbanisticamente più semplici, evitando di incidere sulla sosta privata delle automobili e collocandosi per lo più in zone periferiche o poco trafficate, spesso in prossimità di parchi. Un approccio che, secondo l’associazione, segue il principio – ritenuto discutibile – che le ciclabili “non debbano dare noia al traffico veicolare”.

Tra le criticità evidenziate, spicca l’assenza di direttrici ciclabili di accesso al centro storico lungo assi fondamentali come Via Fiorentina, Via Romana e Via Vittorio Veneto, ad eccezione del collegamento da Pescaiola, che comunque non garantisce una continuità adeguata.

FIAB ricorda anche il proprio contributo al progetto Piedibus, realizzato insieme ad altri enti del terzo settore. In questo caso, il Comune avrebbe svolto prevalentemente un ruolo di sponsor o committente, incontrando difficoltà nella realizzazione dei primi percorsi Bicibus, proprio a causa della presenza di itinerari non protetti.

Un altro punto centrale riguarda il PUMS – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, approvato dal Comune nel 2019 e previsto fino al 2029. Il Piano contemplava una verifica intermedia entro il 2024, fondamentale per valutare l’efficacia delle azioni intraprese e apportare eventuali correzioni. Secondo FIAB, questo monitoraggio non risulta essere stato effettuato, motivo per cui l’associazione sollecita l’Amministrazione a intervenire.

Scarso avanzamento, infine, anche sull’obiettivo della “Città 30”, con una diffusione limitata delle zone a velocità moderata e una mancanza di progettualità organica nelle aree scolastiche, dove continuano a prevalere le automobili. In questo ambito, FIAB ritiene fondamentale l’istituzione di un Mobility Manager capace di promuovere concretamente la mobilità attiva.

L’associazione segnala inoltre una grave carenza sul piano della comunicazione, legata all’assenza di una Consulta sulla mobilità e la sicurezza stradale, richiesta sin dal 2023, di un Ufficio Bicicletta e di una strategia comunicativa efficace capace di coinvolgere la cittadinanza e incentivare la mobilità dolce, a piedi e in bicicletta, in integrazione con il trasporto pubblico.

FIAB si chiede se siano state proprio queste osservazioni critiche, espresse dalla rete dei Comuni Ciclabili, a motivare il ritiro di Arezzo dal progetto. «Speriamo di no», conclude l’associazione, ribadendo che continuerà il proprio impegno per una città più vivibile, meno inquinata e più sicura, con particolare attenzione ai bambini e alle persone anziane.