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domenica | 15-02-2026

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Focus 24

Rigutino e il progetto Medioetruria: l’Alta Velocità che può cambiare l’economia del territorio

La possibile realizzazione di una stazione dell’Alta Velocità a Rigutino, progetto cosiddetto Medioetruria, non è soltanto una questione infrastrutturale o di mobilità. È, prima di tutto, una scelta economica e strategica, capace di incidere in modo strutturale sul PIL del territorio aretino e di un’area molto più ampia che comprende Valdichiana, Alto Tevere e parte dell’Umbria.

Un’infrastruttura che cambia l’accessibilità

L’Alta Velocità ha un impatto diretto sui tempi di percorrenza e, di conseguenza, sulle opportunità economiche. Collegamenti rapidi con poli come Milano, Roma, Bologna e Napoli riducono le distanze non solo fisiche ma anche competitive. Per un territorio oggi ai margini delle grandi direttrici AV, una stazione a Rigutino significherebbe maggiore attrattività per imprese e investitori, un allargamento del mercato del lavoro attraverso il pendolarismo qualificato e un incremento dei flussi turistici, soprattutto di breve e medio periodo.

La letteratura economica sui trasporti è chiara: l’accessibilità è uno dei fattori più correlati alla crescita del PIL locale. Dove arrivano infrastrutture efficienti, aumentano produttività, investimenti e valore aggiunto.

Effetti diretti, indiretti e indotti

L’impatto economico di una stazione AV non si esaurisce con i binari. Gli effetti si articolano su più livelli.
Gli effetti diretti riguardano l’occupazione legata alla costruzione e alla gestione dell’infrastruttura, oltre ai servizi ferroviari, alla manutenzione e alla sicurezza.
Gli effetti indiretti interessano lo sviluppo di servizi complementari – ristorazione, logistica, ricettività – e la crescita del valore immobiliare e degli investimenti urbani nelle aree circostanti la stazione.
Infine, gli effetti indotti si manifestano nell’aumento dei redditi locali, nei consumi e nel rafforzamento del tessuto produttivo esistente.

Esperienze analoghe in Italia e in Europa mostrano come questi livelli generino un moltiplicatore economico significativo, soprattutto nei territori di dimensione media, dove l’arrivo dell’Alta Velocità può cambiare radicalmente le prospettive di sviluppo.

L’impatto stimato sul PIL

Non esiste ancora uno studio ufficiale dedicato esclusivamente a Rigutino, ma le analisi su casi comparabili indicano che l’introduzione di una stazione AV può determinare un incremento del PIL locale o regionale compreso tra l’1% e il 3% nel medio periodo, generalmente tra i tre e i cinque anni dall’entrata in esercizio.
L’effetto tende a essere più marcato quando la stazione serve un bacino interregionale ampio, come quello che ruota attorno ad Arezzo, alla Valdichiana e ai territori limitrofi.

Dal punto di vista occupazionale, le stime preliminari parlano di oltre mille posti di lavoro tra diretti e indiretti, con ricadute evidenti sul valore aggiunto prodotto dal territorio.

Un’occasione per riequilibrare il Centro Italia

La stazione AV di Rigutino non rappresenterebbe solo un vantaggio locale, ma anche un fattore di riequilibrio infrastrutturale lungo l’asse nord–sud, oggi fortemente polarizzato su poche grandi città. Per Arezzo e le aree circostanti significherebbe uscire da una condizione di marginalità, rafforzare la competitività delle imprese e creare le condizioni per una crescita economica più stabile e duratura.

Investire in una stazione dell’Alta Velocità a Rigutino non è una spesa fine a se stessa, ma una leva di sviluppo economico. Le esperienze di altri territori dimostrano che infrastrutture di questo tipo incidono direttamente su PIL, occupazione e qualità complessiva dell’economia locale.

La vera domanda, dunque, non è se una stazione AV serva al territorio, ma quanto costa continuare a non averla.